Isernia, soste blu senza pace: errori e orrori del Comune

Isernia, soste blu senza pace: errori e orrori del Comune

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L’intervista/ Franco Capone, Pd, analizza punto per punto la procedura seguita dall’amministrazione d’Apollonio, evidenziando un’interminabile serie di stranezze che vanno dalla gara alla transazione tra l’ente e la ditta


Polemiche senza fine, sulle soste blu. Cosa pensa Franco Capone delle ultime puntualizzazioni del sindaco. È stato chiarito tutto?

Sinceramente, non so cosa dire. Il sindaco si trova in evidente difficoltà e cerca di giustificare il suo operato. Mi sembra però che la difesa sia debole, sia in relazione ai contenuti che sul piano procedurale.

Da dove partono i problemi, secondo lei?

Dalla decisione del sindaco di trasmettere, anche se con lentezza, gli atti della gara alle autorità competenti “n virtù delle difformità esistenti tra le linee di indirizzo deliberate dal consiglio comunale e il capitolato di gara”. Le difformità, stando a quanto affermato dal sindaco in Consiglio Comunale, non sono frutto di errore. E se non si tratta di errore, a che cosa sono dovute? Detto che la vicenda è al vaglio della magistratura, si potrebbe chiudere la discussione. Non capisco perché il sindaco mantenga in vita una gara nella quale non ha avuto nessun ruolo.

Con la delibera 14 del 2018 che cosa fu deciso?

Con la delibera n. 14 del 2018, il Consiglio Comunale ha approvato la tariffa oraria, fissata a 0,80 euro, le varie tipologie di abbonamento sia per gli stalli al coperto che per quelli allo scoperto e 16 linee di indirizzo che costituivano la cornice entro la quale bisognava organizzare il servizio.

Le linee di indirizzo non regolamentavano il servizio?

Le linee di indirizzo possono essere, per il loro contenuto, suddivise in tre categorie. Nella prima possiamo inserire quelle che riportano la descrizione precisa dei contenuti del servizio o della fornitura richiesti. Rientrano in questa categoria, ad esempio, la linea 4 che stabilisce in 827 il numero degli stalli e la loro dislocazione in città e la linea 8, che stabilisce in 150.000 euro il canone minimo annuo che deve essere corrisposto al Comune da porre a base di gara.

E le altre due categorie?

nuovi parchimetriNella seconda categoria rientrano le linee che, per essere oggetto di gara, richiedevano un intervento della Giunta per la regolamentazione puntuale del servizio richiesto. Ad esempio, la linea 11, che stabilisce che la concessione del servizio dovrà essere pari a non meno di dieci anni, in relazione al piano economico finanziario a base dell’affidamento della concessione, e le linee 1 e 2, che fanno riferimento generico alla gestione degli stalli sia coperti che scoperti. Il Consiglio comunale, infatti, non aveva precisato la durata giornaliera del servizio e il numero dei giorni settimanali, che potevano variare da zona a zona, anche in funzione delle stagioni, in base alle effettive esigenze del traffico e dei cittadini. Nella terza categoria, infine, possiamo inserire le linee relative alle attività di controllo tramite gli ausiliari del traffico o ad aspetti tecnologici, considerati indicatori da tenere presenti nella definizione dei criteri per la valutazione delle offerte.

In pratica, mi sembra che si possano distinguere tre momenti: esplicitazione della volontà del Consiglio Comunale; regolamentazione di ogni aspetto del servizio da parte della Giunta comunale; redazione da parte del Rup del Capitolato speciale nel rispetto della volontà del Consiglio e della Giunta.

Esatto, le cose dovevano andare in questo modo. Non a caso nella delibera “si dava atto che la Giunta comunale e il Dirigente di competenza adotteranno tutti gli atti necessari all’esecuzione del presente provvedimento”. Purtroppo, è mancato l’elemento di congiunzione tra la volontà del Consiglio e l’operato del RUP. Infatti, la Giunta comunale non ha adottato nessun provvedimento in merito alla regolamentazione di ogni aspetto del servizio, né il sindaco ha emanato le ordinanze previste dall’ordinamento. Pertanto, il Capitolato speciale è stato redatto dal Rup, con le difformità clamorose che, però, non si limitano al numero dei posti. Infatti, se confrontiamo le linee di indirizzo con i contenuti del Capitolato, si verifica facilmente che la volontà del Consiglio Comunale è stata stravolta. La polemica si è concentrata sul numero degli stalli e sulla frazionabilità della tariffa oraria, ma le difformità riguardano tutti gli aspetti del servizio.

Questa sui parcheggi è stata, senza dubbio, la gara d’appalto più importante del 2018. E’ possibile che non si sia mai parlato in Giunta della concessione e che non ci sia stato un dialogo tra l’amministrazione e il Rup?

giacomo dapollonio sindaco foto okSembra incredibile, ma penso che le cose siano andate proprio in questo modo. Il sindaco ha chiaramente detto in Consiglio comunale che si è accorto che qualcosa non andava solo quando stavano facendo la segnaletica su Corso Risorgimento, a seguito delle proteste dei cittadini. Addirittura, l’attuale RUP, in una relazione afferma che “da una verifica degli elaborati e dei documenti di progetto… si è accertato, inoltre, che gli stalli di sosta planimetricamente individuati e allegati agli atti di gara non risultavano preventivamente approvati con ordinanza del sindaco, previa adozione della delibera di Giunta comunale, come previsto all’ art. 7 del Codice della strada”. Per tali ragioni, con nota prot. n 12497 del 21 marzo 2019, il RUP decise la sospensione dell’ esecuzione del servizio. In sostanza, si è svolta una gara in difformità alla delibera 14/2018, senza la regolamentazione del servizio, senza l’approvazione degli stalli di sosta da parte della Giunta e senza l’emanazione dell’ordinanza prevista dal Codice della strada da parte del sindaco. Le cose stanno in questi termini. A me sembra che stiamo parlando di una gara priva di ogni legittimazione, che andava annullata, con l’immediata trasmissione degli atti alle Autorità competenti. La cosa è ancora piuù grave se ci chiediamo che tipo di controllo è stato esercitato. Da quello che sappiamo né il sindaco, né gli assessori, né il responsabile anticorruzione hanno letto la documentazione allegata alla determina dirigenziale n. 509 del 9 luglio 2018. Probabilmente, anche la consegna dei lavori di cui al verbale prot. n. 11503 del 15 marzo 2019  avvenuta senza un preventivo controllo degli atti. Sembra impossibile, ma è quello chen probabilmente si s è verificato. Non posso e non voglio pensare, infatti, che qualcuno abbia letto e taciuto. La conclusione è ovvia. Non è stata esercitata nessuna forma di controllo. Tralascio di dire che neanche i consiglieri comunali hanno seguito fino in fondo la vicenda.

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