Importanti scoperte archeologiche in Molise. La Soprintendenza: riscritta la preistoria

Importanti scoperte archeologiche in Molise. La Soprintendenza: riscritta la preistoria

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Le attività di scavo condotte ad Altilia hanno consentito di rinvenire un tempio nei pressi del foro romano. E insediamenti di epoca preistorica sulle colline che si affacciano sul mare sono stati trovati durante i lavori di realizzazione del metanodotto Larino-Chieti



CAMPOBASSO. Il sottosuolo del Molise custodisce importanti tesori. Un tempio in prossimità del foro romano di Altilia-Sepino. E insediamenti di epoca preistorica nella zona del Basso Molise.

Scoperte archeologiche importantissime, quelle realizzate negli ultimi anni in regione. Nelle campagne di scavo condotte dal 2017 ad oggi ed in particolare la scorsa estate. Nei siti archeologici già noti, dove ci si aspetta di trovare reperti di grande rilievo, ma anche in zone nuove alle attività di scavo, com’è accaduto in occasione dei lavori per la realizzazione di opere pubbliche.

Durante l’intervento per la realizzazione del metanodotto Larino-Chieti sono stati infatti rinvenuti insediamenti antichissimi e una serie di sepolture monumentali molto ben conservate.

“Ritrovamenti – ha detto la soprintendente archeologica del Molise Dora Catalano - in grado di riscrivere la storia dell’età preistorica e protostorica del Molise, fino al Medioevo. E di dare nuova linfa all’identità del territorio”. GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

 

Se ne è parlato nella conferenza stampa che la Catalano ha tenuto oggi a Campobasso, insieme alle archeologhe Chiara Santone e Gabriella Carpentieri. 

Rilevante la scoperta fatta ad Altilia, dove è stato trovato un tempio su alto podio di epoca romana, risalente all'inizio del primo secolo Dopo Cristo. “Quando lavoriamo a Sepino sappiamo che qualcosa c’è – ha rimarcato ancora la soprintendente – le sorprese ce le riservano altre zone del territorio”. 

Grazie alle normative della cosiddetta archeologia preventiva, tecnici ed esperti del settore possono lavorare ed effettuare attività di scavo e ricerca nelle aree dove sono in corso di realizzazione opere pubbliche. E’ successo così nella zona di Montenero di Bisaccia, lungo il tracciato del gasdotto, dove sono rinvenuti altri siti archeologici, come era già avvenuto nell’are di Pozzilli.

Gli archeologi lavoreranno in particolare su alcune necropoli principesche, databili tra l’ottavo e il quarto secolo Avanti Cristo e su insediamenti abitativi e agricoli.

“Per mezzo dell’archeologia preventiva – ha rimarcato ancora la soprintendenteCatalano – possiamo svolgere un’attività di tutela, evitando che succeda quello che accadeva tantissimi anni fa, con la distruzione di contesti archeologici in occasione della realizzazione di opere pubbliche”.

Perché il sottosuolo del Molise è ricco di reperti. Di epoca preistorica e del periodo dell’Alto Medioevo, quando antiche popolazioni provenienti dall’area balcanica, in particolare dalla Bulgaria, arrivarono in Molise. Quasi in contemporanea con i Longobardi.

Carmen Sepede

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