Assunzioni in Regione, le Rsu chiedono la sospensione del bando: troppe anomalie

Assunzioni in Regione, le Rsu chiedono la sospensione del bando: troppe anomalie

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Nel corso di una recente assemblea sono stati recepiti i rilevi espressi in merito agli avvisi pubblici per le progressioni verticali e per l’accesso alla dirigenza



CAMPOBASSO. Dopo le polemiche, sollevate da più parti, tornano sotto i riflettori i bandi per le assunzioni alla Regione Molise. Questa volta a chiedere modifiche sono le Rsu alla luce di quanto emerso nel corso di una recente assemblea, durante la quale sono stati recepiti i rilievi espressi in merito agli avvisi pubblici per le progressioni verticali e per l’accesso alla dirigenza regionale.

“Il tutto – evidenziano - al fine di tutelare le legittime aspettative dei dipendenti regionali interessati all’espletamento di procedure concorsuali regolari, che non rischino di essere invalidate giudizialmente per difformità dalla vigente normativa”. Difformità che, secondo le Rsu, sono evidenti. Le Rappresentanze Sindacali Unitarie invitano per questo a sospendere o ritirare l’avviso e a voler valutare le proposte di modifica con l’emanazione di un nuovo bando.

Numerose le osservazioni rilevate. Riguardo all’articolo 17 dell’avviso pubblico per l’assunzione di dirigenti “è prevista la pubblicità sull’albo pretorio online della Regione Molise. Tale previsione – sostengono - è in contrasto con la legge sui concorsi e con la legge regionale ed espone quindi tutta la procedura concorsuale al rischio certo di essere travolta da chiunque abbia interesse a partecipare e non abbia avuto conoscenza legale del bando. Il bando di concorso, infatti, deve essere pubblicato sul BURM online e sulla Gazzetta Ufficiale alla sezione ‘concorsi ed esami”, ai fini della pubblicità legale. Anche la legge regionale risulta essere violata nella parte in cui stabilisce che “a decorrere dall’entrata in vigore del regolamento la Regione Molise procede alla pubblicazione del solo Bollettino Ufficiale della Regione Molise digitale e riconosce valore legale esclusivamente al medesimo’.

All’articolo 1, comma 3 del bando – si legge ancora nella nota delle Rsu - è previsto che la copertura dei posti messi a concorso è subordinata all’esito negativo delle procedure in corso di svolgimento. Tale procedura doveva iniziare prima dell’avvio della procedura concorsuale, a norma dell’articolo 34 bis in base al quale ‘le assunzioni effettuate in violazione del presente articolo sono nulle di diritto’. La legge regionale 10/2010 all’articolo 26 prevede che l’accesso alla qualifica di dirigente non contempla il concorso per titoli ed esami”.

‘Nel mirino’ anche l’articolo 15, che prevede una sola prova scritta, in contrasto con l’articolo 32 del regolamento regionale il quale al comma 6 prevede che per ‘l’accesso alla qualifica dirigenziale sono previsti almeno due prove scritte ed un colloquio’. Né la prova preselettiva, eventualmente, può essere considerata prova d’esame atteso che nell’articolo 14 del bando è detto che ‘il punteggio ottenuto nella prova preselettiva non sarà ritenuto utile ai fini della formazione della graduatoria finale di merito’ – evidenziano ancora le Rsu -. L’avviso per la progressione verticale dalla categoria C a quella D esclude la partecipazione dei dipendenti in possesso della laurea triennale, circostanza che si pone in contrasto con i provvedimenti regionali assunti in conformità al vigente CCNL”.

Da qui la richiesta delle Rsu e sindacati e Regione di sospendere l’avviso per emanare un nuovo bando che tenga conto dei rilievi evidenziati.

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