Sanità, il Pd attacca il governatore Toma: in Molise caso unico di schizofrenia

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In merito alle ultime vicende relative alla nomina del nuovo direttore generale dell’Asrem. Il segretario dem, Vittorino Facciolla, ha convocato per domani una conferenza stampa


CAMPOBASSO. “La sanità molisana è un caso unico di schizofrenia del sistema”. Questa la posizione del Pd molisano, che ha convocato per domani una conferenza stampa del segretario Vittorino Facciolla e di altri esponenti del partito, per fare il punto sulle ultime vicende, relative alla dirigenza dell’Asrem e all’imminente approvazione del nuovo Piano operativo sanitario.

“La nomina del commissario Gennaro Sosto – ricordano i dem – è scaduta ad aprile 2019. Al termine non è stata avviata una procedura per individuare un nuovo commissario ma è stata fatta una proroga, per due anni e cioè fino a 2 maggio 2021, allo stesso Sosto. Dopo la proroga, a luglio 2019, è stato pubblicato l’avviso pubblico per la selezione del direttore generale”.

“Il 16 agosto – aggiunge ancora il Pd - il commissario Sosto si è dimesso per andare a ricoprire un altro incarico con decorrenza 1 settembre. Da quella data sono passati i 60 giorni per la sostituzione del suo ruolo, ovvero entro il 30 ottobre 2019. In questa fase è emersa la totale inerzia della Regione, è stata infatti nominata solo la Commissione che ha il compito di valutare i vari curricula, compito che ad oggi non è stato ancora portato a termine. Il 29 ottobre viene deliberata la nomina a commissario di Gennaro Sosto, il quale rinuncia per incompatibilità. Il 31 ottobre è stata nominata Maria Virginia Scarfato”.

Per il Pd ci sono anche dubbi sulla competenza della Giunta a nominare il commissario Asrem, in considerazione del decreto Calabria, applicabile a tutte le Regioni in piano di rientro, che affiderebbe la competenza ai commissari alla sanità.

“Di certo con l’attribuzione di ogni competenza al commissario – aggiunge ancora il Pd Molise - si smantella l’azienda sanitaria, privandola della struttura tecnico/amministrativa. Tutto questo mente i concorsi sono fermi e mentre Agnone tra pochi giorni sarà senza medic,  se la Regione non nomina il membro di Commissione”.

“Quello a cui stiamo assistendo è semplicemente l’ennesima nomina fatta da Toma per ’strutturare’ e protrarre la sua inerzia. Perché lo fa?  Se per incapacità allora è il caso che si dimetta – conclude il Pd - perché la nostra sanità non può più attendere”.

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