Isernia, sindaci in pressing alto sulla sanità: incontro urgente col ministro Speranza

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In 24 scrivono al titolare del dicastero della Salute per fermare i tagli previsti nel nuovo Piano sanitario all’ospedale Veneziale. La missiva dopo l'ennesimo silenzio del commissario Giustini. GUARDA IL VIDEO


ISERNIA. Di fronte ai commissari che, ancora una volta, si trincerano dietro il silenzio, i 24 sindaci dell’Ambito territoriale sociale di Isernia tornano a fare pressing sulla sanità. Con in testa il primo cittadino di Isernia, Giacomo d’Apollonio, si dichiarano pronti a ‘salire’ al dicastero della Salute. Con un obiettivo comune: rappresentare al ministro Speranza lo stato di malessere che affligge i loro territori di fronte alle nuove prospettive di tagli all’ospedale di Isernia, su tutti Oncologia, il centro di Senologia e, pare, finanche Cardiologia.

Ma la verità è che sui Piani sanitari vigono il riserbo e la confusione più assoluti: di qui la nuova riunione, ieri pomeriggio, presso il Comune di Isernia, con d’Apollonio a fare gli onori di casa e a ricevere i colleghi di Macchiagodena, Sessano, Pettoranello, Roccamandolfi, Carpinone, Sant’Elena sannita, Longano, Pesche, Sant’Agapito, Roccasicura, Macchia d'Isernia, Pescolanciano, Castelpizzuto e Chiauci. Nonostante qualche assenza, d'Apollonio ha ribadito di aver ricevuto pieno mandato a procedere in difesa dell'ospedale. Di qui la decisione, nel corso dell'incontro, di scrivere direttamente al ministro Speranza per: esporre i tagli già subiti in assenza di condivisione del nuovo Piano sanitario con i rappresentanti locali; chiedere un incontro urgente; congelare la stesura del nuovo Pos nella parte in cui preveda tagli o riduzioni dei servizi essenziali, in attesa appunto del confronto con i sindaci del territorio.

sindaci 1La lettera, per conoscenza, verrà trasmessa anche ad altri attori politici e istituzionali, di cui gran parte dei sindaci hanno lamentato il disinteresse, finora. E non a caso anche d’Apollonio ha voluto suonare la sveglia, sottolineando come la battaglia, i primi cittadini, la stiano combattendo praticamente da soli. Nel silenzio o quasi dei parlamentari molisani.

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Proprio d’Apollonio, proprio ieri mattina, era già tornato alla carica per conto suo, inviando una nuova missiva – l’ultima, portava la data dello scorso 31 ottobre - al commissario Giustini e al subcommissario Grossi i quali, dopo aver promesso un incontro a sindaci e comitati per discutere e condividere il Pos, hanno per l’ennesima volta negato il confronto ai rappresentanti del territorio.  

“A distanza di numerosi giorni dalla richiesta – si legge nella lettera, inviata anche al neo commissario Asrem Maria Virginia Scafarto e, per conoscenza, al presidente della Regione Donato Toma, al presidente della Provincia di Isernia Alfredo Ricci e al prefetto di Isernia Cinzia Guercio - non ho ottenuto alcuna convocazione, né peraltro alcun cenno interlocutorio di riscontro al nostro accorato appello. Non posso fare a meno di manifestare il vivissimo rammarico mio personale e di tutti i sindaci dell’Ambito per il disinteresse mostrato (dai commissari, ndr) alle gravi problematiche segnalate. Pur conoscendo e comprendendo i non facili momenti che codesti organi stanno attraversando, non posso esimermi dal sottolineare come la richiesta provenga da coloro che, istituzionalmente, rappresentano i territori, e verso i quali coloro che sono preposti alla sanità pubblica dovrebbero mostrare maggiore disponibilità”.

commissari giustini grossi“Reitero, quindi – continua d’Apollonio - la mia richiesta, non senza sottolineare che un approccio istituzionale ai problemi segnalati, come quello richiesto, vuole anche essere in grado di evitare, ove possibile, diverse e plateali manifestazioni di protesta, ripetutamente ventilate, che pure troverebbero le loro giustificazioni qualora dovesse permanere il silenzio sui paventati gravi ridimensionamenti della maggiore struttura sanitaria pubblica di questa città e dell’intera provincia. Vorrei poter contare sulla vostra sensibilità e quindi, finalmente, sulla convocazione di un incontro con i sindaci di questo Ambito, per il quale, se necessario, ribadisco la piena disponibilità di un idoneo locale della nostra casa comunale”.

Di fronte all’ennesimo, tacito rifiuto - un atteggiamento di scortesia istituzionale di cui non si ricordano precedenti, a memoria di chi scrive – il passaggio obbligato è stato quello di bypassare i commissari, che sono pur sempre figure tecniche, e rivolgersi ai loro mandanti politici: nello specifico, al ministro della Salute. Nomen omen? Se ci sarà davvero ‘Speranza’, per la sanità del Molise, resta tutto da vedere.

Pba

 

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