Figlia e moglie di assessori dimissionari entrano in giunta per ‘salvare’ l’amministrazione

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Cercemaggiore: si tratta di Anna Barilotti e Doria Spina, nominate dal sindaco Mascia per rispettare la legge Delrio sulle quote rosa ed evitare il peggio.


CERCEMAGGIORE. Lo scorso giugno a Cercemaggiore si è verificato un caso forse più unico che raro: a causa dell'assenza di donne da poter nominare assessori sia tra i consiglieri comunali eletti che tra le cittadine candidate ma non elette in Consiglio, così da 'coprire' le necessarie quote rosa fissate dalla legge Delrio per i piccoli comuni, il sindaco Gino Donnino Mascia aveva indetto un avviso pubblico per trovare due rappresentanti del gentil sesso da mettere in Giunta. Un ‘casting’ che però non aveva avuto successo: dopo la pubblicazione del bando - assessore donna cercasi, per fare sintesi - al quale avevano risposte 11 donne, si era infatti riscontrata l'incompletezza di alcune domande o l'assenza di uno dei requisiti fondamentali richiesti, ovvero la residenza in paese.

Per evitare il ricorso al Tar Molise dopo l'azione della consigliera di Parità della Regione Molise, l’avvocato Giuseppina Cennamo, Mascia ha trovato un’altra soluzione, designando le due nuove esponenti del suo esecutivo: si tratta di Anna Barilotti e Doria Spina. Nulla di strano fin qui, non fosse che una è la figlia di Donato Spina, l’altra è la moglie di Franco D’Elia, i due assessori che si sono  dimessi per consentire al sindaco di rispettare la legge sulle donne in Giunta. L’ammissione viene dallo stesso primo cittadino. “Conosco la legge Delrio, so che occorrevano delle donne nella giunta comunale e ne avevo contattate almeno sette – spiega Mascia - Ma poi si sono defilate”.

Prima di scendere nel dettaglio della vicenda relativa alle quote rosa il sindaco di Cercemaggiore fa una premessa: le dimissioni dei due assessori dimostrerebbero senso di responsabilità e grande correttezza, non attaccamento alla poltrona. Grazie a loro, insomma, il sindaco riuscirebbe ad adempiere alla legge Delrio. Norma che impone a tutte le amministrazioni comunali di rispettare la parità di genere con le quote rosa all’interno della Giunta. La stessa legge Delrio però non prescrive, per i piccoli centri come Cercemaggiore, di inserire necessariamente delle donne nelle liste di candidati consiglieri. Una parentopoli palese? Non per il primo cittadino, che giura di aver rispettato in pieno la volontà degli elettori che avevano sostenuto quelle famiglie. Ora si attende il conferimento delle deleghe.

 

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Pietro Ranieri

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