Fuoco incrociato sui Popolari, De Marco: su di noi “sciacallaggio politico”

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Il consigliere comunale di Isernia commenta quanto accaduto nell’ultima riunione dell’assise civica in cui pezzi della maggioranza e dell’opposizione avrebbero attaccato il gruppo una volta abbandonata l’aula


ISERNIA. Al di là dei punti in agenda, lo scontro politico ‘domina’ il Consiglio comunale di Isernia, alla luce della varietà di posizioni espresse dai gruppi presenti finanche all’interno della stessa coalizione di centrodestra.
Attenzioni rivolte ieri in particolare ai Popolari, “spina nel fianco dell’amministrazione”, per autodefinizione, sebbene in maggioranza. Il sindaco avrebbe chiesto loro appoggio in cambio di una rappresentanza in giunta, con il consigliere Gianni Fantozzi. Ma alla notizia delle trattative, a costo zero per la collettività (sottolineano gli interessati, ndr), alcuni pezzi dell’esecutivo, e pure qualche consigliere, avrebbero minacciato le dimissioni. Inoltre, a seguito dell’intervento in aula dello stesso capogruppo Fantozzi, dai banchi sarebbero partite delle provocazioni, cui i Popolari avrebbero risposto lasciando i lavori dell’assise.
A stigmatizzare l’accaduto, all’indomani della riunione del consesso, è il consigliere Giovanni De Marco. Questi parla di sciacallaggio politico e di caduta di stile. Ma rilancia: noi non arretreremo.

“Quanto accaduto nel Consiglio comunale - afferma De Marco - non fa che convincermi che lo spessore culturale e morale di questa amministrazione sia il più basso in assoluto. Sono basito rispetto a quanto si è verificato in questi giorni: il sindaco ci chiede aiuto, noi come gruppo lo ascoltiamo, ci riuniamo e accettiamo di dare una scossa. La scelta è di privarci del capogruppo, ma d'altronde Fantozzi può fare la differenza. Lui accetta, a costo zero. Lo comunichiamo e, come spesso accade, i risvolti nella realtà superano la fantasia, perché mezza giunta e qualche consigliere deciderebbero di rassegnare le dimissioni. Certo, qualcuno farebbe bene a farlo, a prescindere da questa situazione – incalza De Marco – ma in questo caso non ne comprendo il motivo. In nome di quale interesse o disegno? Forse il sindaco ci ha chiamato ma non ha poteri decisori, in quanto commissariato da qualche gruppo politico di assessori e consiglieri? Dopo l'ennesimo schiaffo io e il mio gruppo abbandoniamo l'aula e ciò che accade dopo è surreale: si scatena una vera e propria manifestazione di codardia contro il nostro gruppo; si susseguono interventi senza contraddittorio da parte di pseudo-insurrezionalisti e salvatori della patria. Ma è andato solo in scena – conclude - il festival della caduta di stile e dello sciacallaggio: qualcuno vorrebbe banchettare sul nostro corpo, ma noi ci siamo e continueremo a lottare per il bene di Isernia”.

 

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