Sanità, ancora 60 milioni di euro di debiti. Toma: la prova del fallimento dei commissari

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L'esito del Tavolo tecnico ministeriale è un'altra mazzata per il Molise. Contestata anche una presunta fiscalità non trasferita per 10 milioni di euro. Ma il governatore non si dà per vinto e rilancia: Speranza prenda atto che bisogna guardare oltre l'attuale gestione. L'anno scorso, disavanzo di 15 milioni interamente coperto dalla Regione


ROMA-CAMPOBASSO. Sessanta milioni di euro di debiti sul groppone. Un tunnel che sembra sempre più senza via d'uscita, quello della sanità molisana, come emerso dalla riunione del Tavolo tecnico sanitario di oggi, che ha visto la presenza dei commissari ad acta Angelo Giustini e Ida Grossi, oltre al direttore generale per la Salute della Regione Molise, Lolita Gallo e alla neo commissaria straordinaria Asrem Maria Virginia Scafarto.

Numeri impietosi, cui vanno aggiunti ulteriori rilievi negativi relativi al presunto, mancato trasferimento della fiscalità regionale  per gli anni 2015-2016, pari a 10 milioni di euro circa. Ma numeri che, per quanto poco piacevoli, non fanno indietreggiare il presidente della Regione, Donato Toma, il quale sull'esito della riunione tecnica romana non fa sconti. "Questa è la prova del fallimento della gestione commissariale - dichiara a isNews - Nulla di personale, ma le procedure commissariali sono ormai obsolete e inadatte ai tempi, non rappresentando più una soluzione. Di questo il ministro Speranza non potrà che prenderne atto e, spero, rivedere subito il tutto. Personalmente, mi aspettavo un disavanzo più contenuto".

Del resto, il disavanzo per il 2018 - i commissari sono stati nominati a dicembre scorso, ndr - era stato di 15,7 milioni, interamente coperto dalla Regione con la delibera n. 288 del 23 luglio 2019, contenente la proposta di legge che concerne la variazione al bilancio di previsione pluriennale per il triennio 2019-2021. I debiti erano stati coperti, in parte, con i soldi derivanti dall’aumento delle aliquote Irap e Irpef, "già schizzate al massimo", precisa Toma. Quanto alla presunta mancata fiscalità, per Toma i conti non tornano: "La struttura tecnica ha rilevato altri dati, di tenore opposto. Contesteremo questi numeri dimostrando che le cose non stanno così".

E il Piano sanitario? Ancora nulla, il famigerato Pos sarebbe finito sul Tavolo tecnico solo lo scorso 31 ottobre, dunque saranno necessari ulteriori approfondimenti. "Aspettiamo il verbale - ha aggiunto il governatore - nel quale sarà contenuto un parere ad hoc. Dopodiché, come ho già anticipato, se si insisterà sulla strada dei tagli indiscriminati, non escludiamo affatto di impugnare gli atti".

In attesa della prossima riunione del Tavolo, prevista a quanto pare tra gennaio e febbraio 2020, il presidente sarà invece chiamato personalmente a firmare il Patto per la salute 2019-2021: un atto politico, dove i commissari dunque non c'entrano. La tendenza, come già discusso in Conferenza Stato-Regioni nei mesi precedenti, è quella di puntare a una revisione totale dell'architettura dei Piani operativi, da strutturare secondo modelli flessibili in grado di dare effettivo sostegno e supporto a quelle regioni che presentano difficoltà nei Piani di rientro. Inoltre, lo scorso 3 luglio Toma, in un comunicato stampa, era stato perentorio: prima discutere ai tavoli tematici per il Patto per la salute le varie tematiche, tra le quali i commissariamenti, e poi i provvedimenti sul territorio. Dunque, la firma dell'intesa, da parte del Molise, potrebbe essere tutt'altro che scontata.

Pba

 

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