Bollette dell’acqua in violazione delle ‘norme’, il Pcl denuncia aumenti negli importi e ne chiede l’annullamento

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ISERNIA/ L’istanza non solo alla luce degli errori relativi all’addebito delle spese di spedizione da parte dell’Ica Creset, ma anche perché cumulando il consumo annuo in una sola soluzione comporterebbe la lievitazione dei costi


ISERNIA. Dopo la notizia dell’attribuzione erronea da parte della Ica Creset, società che gestisce il servizio di riscossione tributi per conto del Comune di Isernia, delle spese di spedizione sull’importo delle bollette dell’acqua, il Partito comunista dei lavoratori va a fondo sulla questione e denuncia anche il mancato rispetto della Carta dei servizi, da cui deriverebbe un aumento dei costi a carico dei contribuenti. E, pertanto, chiede l’annullamento delle cartelle.

“L’avviso diffuso dal Comune di Isernia – spiega Tiziano Di Clemente - con cui si onera l’utenza a rifare i modelli di pagamento delle bollette del servizio idrico 2016/2017 o a perdere per la stessa ragione una mattinata di fila per recarsi presso la società privata affidataria, a seguito dell’attribuzione indebita delle spese postali (circa 6 euro), è soltanto uno dei tanti disagi che stanno derivando dalla disastrosa privatizzazione del servizio tributario.
Osserviamo che la procedura è del tutto vessatoria ed errata e la impugneremo anche per illegittimità: quando la bolletta del servizio idrico inviata all’utente è errata, infatti, essa va solo annullata ed emessa nuovamente; i costi di tale operazione vanno a carico di chi ha sbagliato. Né l’utente è tenuto ad accorgersi in tali casi di avvisi personali rettificati sul sito comunale o in spazi di pubblicità”.

Ma non è tutto. “Ci sono angherie più gravi – incalza il Pcl - Si tratta della violazione della carta del servizio idrico deliberata dallo stesso Comune di Isernia nel marzo del 2018. Ed infatti le bollette sono emesse in violazione dell’art.36 di tale Carta, cumulando l’intero consumo annuo in unica soluzione, invece che osservare il seguente frazionamento: due bollette all’anno, con cadenza semestrale, per consumi medi annui fino a 100 mc; tre bollette all’anno, con cadenza quadrimestrale, per consumi medi annui da 101 fino a 1000 mc; quattro bollette all’anno, con cadenza trimestrale, per consumi medi superiori a 1000 mc. Tale mancato rispetto non è innocuo.


Col rispetto di tali frazionamenti del consumo annuo, - ancora Di Clemente - l’importo da pagare viene di gran lunga inferiore poiché scattano fasce inferiori; cumulando l’intero consumo nell’anno in violazione vengono importi di gran lunga superiore poiché scattano fasce superiori!
Non solo: viene elusa anche la prescrizione quinquennale, poiché se si applicasse la carta dei servizi essa non decorrerebbe più tutta dal 31 dicembre, bensì una buona parte da data anteriore a seconda del frazionamento, cioè dalla fine del bimestre, del quadrimestre o del semestre.

Tanto per dare una dimostrazione: ad un utente di Isernia con meno di 100 mc di consumo annuo, è arrivata una bolletta di 212,17 euro (già molto più elevata del passato) per gli anni 2014-2015; ricalcolata secondo le norme della carta dei servizi violate, è risultato un dovuto di soli 24 euro! Infatti tra la prescrizione scattata nel primo semestre 2014, e il frazionamento semestrale corretto del consumo tra le fasce, risultano addebitate ben 188,17 euro in più del dovuto”.

Insomma, applicando la Carta dei servizi si pagherebbe molto di meno, sostiene Di Clemente, con vantaggio soprattutto per le fasce sociali più deboli. Di qui l’annuncio: “L’abuso sarà vagliato dal giudice. Intanto, diffidiamo il Comune di Isernia ad annullare tali atti in autotutela per evitare il ricorso alla giustizia, una macchina onerosa per soli agiati. Nondimeno, il Pcl di Isernia, insieme all’Associazione antimafia Caponnetto e al sindacalista Di Schiavi continueranno la loro azione sul piano sociale contro la privatizzazione dell’ufficio tributi operata dall’amministrazione”.

 

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