Patto per la salute, domani si firma. Toma: con Speranza c’è dialogo, al tavolo a difendere il Molise

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Le parole del governatore, alla vigilia della riunione decisiva della Conferenza Stato-Regioni. Il nodo delle risorse e la revisione del Decreto Balduzzi elementi chiave della trattativa, senza dimenticare la questione commissariamento


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Patto per la salute, il giorno più lungo. Domani il documento che disegna il futuro della sanità italiana sarà portato all’esame della Conferenza Stato-Regioni, per l’ultima analisi e la firma.

L’appuntamento è per il pomeriggio, a partire dalle 15, con la riunione decisiva che sarà preceduta da un incontro dei governatori, che si vedranno in mattinata per esaminare l'ultima bozza, inviata ieri dal Ministero della Salute.

Come riferisce ‘Quotidianosanità.it’ la maggior parte delle controproposte regionali non compaiono in questa ultima versione. Ma la firma delle Regioni si dà quasi per certa, visto il rischio di bloccare gli aumenti del fondo sanitario, legati a filo doppio alla sigla del Patto: 3 miliardi e mezzo di euro in più, la somma messa sul piatto della trattativa dal Ministro della Salute Roberto Speranza.

Rumors insistenti parlano di ultime modifiche in corso, per far cadere e superare le ultime resistenze regionali. Dalla possibilità ad inserire la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato anche agli specializzandi, a partire dal secondo anno, e sulla possibilità di far restare in servizio i medici fino a 70 anni.

Poi ci sono le questioni ben più importanti, a partire dalla deroga al Decreto Balduzzi, a tutela delle regioni più piccole e più penalizzate, come il Molise. Che significherebbe salvare ospedali regionali e reparti, dal Punto nascita di Termoli alla rete dell’emergenza. Senza dimenticare la questione commissariamenti, dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, che ha sancito che non c’è incompatibilità tra commissario e governatore.

“Quella di domani sarà una giornata decisiva”, le parole del presidente della Regione Donato Toma, che sulle strategie e sulle ultime richieste da portare al tavolo non si sbilancia. Troppo delicata la trattativa per fare fughe in avanti. Tanto più che si richiede una firma congiunta: anche col no di un solo governatore il Patto per la salute salta.

“La richiesta della deroga al Decreto Balduzzi per il Molise e per le regioni più piccole – precisa poi il governatore - non arriva certo ora, come qualcuno ha detto, ma è stata formalizzata dalla Conferenza Stato-Regioni già da un mese”.

E sulla questione commissariamento? “Quello che posso dire – anche su questo Toma si mostra cauto - è che ambisco a far gestire le scelte in materia sanitaria alla Regione Molise, affidando la programmazione al Consiglio regionale e l’attuazione della programmazione alla Giunta regionale”.

Quindi il rapporto con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che Toma ha confermato essere buono. “L’interlocuzione è positiva, con Speranza c’è dialogo e c’è un’apertura che non avevamo trovato nel precedente ministro Giulia Grillo. Stiamo discutendo, quello che succederà lo vedremo domani. Poi toccherà a noi spiegarlo ai molisani”.

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