Sanità, il Pd incalza la Giunta Gravina: Campobasso detti la linea a Governo e Regione

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Presentata una mozione, a salvaguardia del servizio pubblico e del diritto alla salute dei cittadini. Chiesto l’invio di un documento di indirizzo al ministro Speranza e al presidente della Regione Toma


CAMPOBASSO. Un documento di indirizzo, da inviare al ministro della Salute Roberto Speranza e al governatore del Molise Donato Toma. E’ quello che hanno chiesto i consiglieri comunali del Pd e de La Sinistra in una mozione, prima firmataria la dem Alessandra Salvatore, per chiedere un impegno del sindaco Roberto Gravina e dell’intero Consiglio comunale in materia di sanità.

Mozione che arriva dopo che nella seduta monotematica del 7 ottobre è stato approvato all’unanimità un documento a supporto della sanità pubblica.

“L’apertura del ministro Speranza rispetto alla possibilità di deroghe ai criteri Balduzzi, invocate con forza nell’odg, e la sua attenzione per il ‘caso Molise’ – scrivono i dem - aprono spiragli di luce ma non devono, né possono fare abbassare la soglia di allarme e la guardia. Occorre compattezza su alcuni principi cardine, che non possono essere disattesi in vista dell’imminente varo del nuovo Patto per la Salute e della stesura del nuovo Piano operativo”.

“La nuova programmazione – rimarcano Battista, Chierchia, Salvatore e Trivisonno - deve essere riscritta non sulla base del solo dato storico, che vede la sanità pubblica ridimensionata e, per questo, poco attrattiva, ma sulla base dell’obiettivo di riportare il servizio sanitario pubblico a livelli di efficienza e di qualità, tali da ridimensionare drasticamente la mobilità passiva e attrarre quella attiva, che, oggi, riguarda quasi esclusivamente il privato convenzionato”.

“Deve inoltre esserci un imponente riequilibrio tra la sanità pubblica e quella privata convenzionata – affermano ancora i dem - sia in termini di posti letto (80% al pubblico e 20% ai privati), con effettiva attivazione dei posti letto nel pubblico), sia in termini di budget previsto. Occorre ripensare alle convenzioni con le eccellenze del privato convenzionato in funzione del pubblico, in un rapporto di sana complementarità, ponendo fine alla possibilità di extra-budget per i privati convenzionati e controllando l’appropriatezza delle prestazioni, prima di procedere ai pagamenti".

“Infine – concludono i consiglieri di centrosinistra - bisogna dare corso alle procedure di concorso, che consentano di assumere e assegnare personale in grado di potenziare le strutture ospedaliere pubbliche. Le aperture giunte da Roma devono portare alla attuazione di questi principi”.

Unisciti al gruppo Whatsapp di isNews per restare aggiornato in tempo reale su tutte le notizie del nostro quotidiano online: salva il numero 3288234063, invia ISCRIVIMI e metti "mi piace" al nostro gruppo ufficiale

 

Change privacy settings