Isernia, centrodestra in frantumi: i Popolari sfiduciano il sindaco. Ma d'Apollonio: avanti a testa alta, nessuna ambiguità

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Duro documento di rottura da parte di Fantozzi in Consiglio comunale a nome del gruppo Niro: d’Apollonio perde i pezzi e resta in sella grazie a 17 voti, il minimo per andare avanti salvo allargamenti all’opposizione, ma rispedisce deciso al mittente tutte le accuse politiche.


ISERNIA. I Popolari per l’Italia sbattono la porta e chiudono l’esperienza a sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giacomo d’Apollonio. La rottura si consuma durante l’ultima seduta dell’anno del Consiglio comunale, quando Gianni Fantozzi chiede la parola in aula e legge – a nome dei colleghi Enzo Di Luozzo, Vittoria Succi, Giovanni De Marco, Tiziana Pizzi e Salvatore Azzolini - un documento al vetriolo che sconfessa in toto l’azione amministrativa del primo cittadino.

Chiusura con i fuochi d’artificio, dunque, durante la discussione del primo punto all’ordine del giorno, la ratifica di una delibera di giunta per una variazione di bilancio grazie a risorse provenienti dal Ministero dello Sviluppo economico e destinate all’efficientamento energetico. La maggioranza di centrodestra esce dilaniata da oltre un anno di braccio di ferro sul rinnovo dell’incarico – poi confermato – al presidente del Consiglio Peppino Lombardozzi e sulle nomine assessorili, con l’ingresso in Giunta di Linda Dall’Olio quale esponente del gruppo capeggiato da Andrea Galasso, Isernia Migliore, considerato la goccia che fatto traboccare il vaso. Nulla da fare invece per il gruppo di riferimento dell’assessore Vincenzo Niro, nonostante un lungo tira e molla che sembrava dover sfociare nella nomina del nono assessore nella figura del decano del consesso, Gianni Fantozzi. Ma un’opposizione interna al centrodestra, con presunte minacce di dimissioni da parte di altri assessori di fronte all’allargamento di Giunta, hanno di fatto congelato tutto.

Risultato: i Popolari, dopo essere stati per mesi sull’Aventino, hanno definitivamente lasciato la maggioranza, che ora potrà contare sul minimo sindacale per andare avanti. Diciassette voti (4 di Insieme per il Molise, 5 di Isernia in Comune, 5 di Isernia Migliore, 2 di Fratelli d’Italia più quello del sindaco), per arrivare fino a fine consiliatura nel giugno 2021: un percorso a ostacoli, prevedibilmente, salvo ulteriori operazioni di apertura ad altri gruppi al momento all’opposizione, come la Lega o Forza Italia, ma comunque riconducibili anch’essi alla variegata galassia del centrodestra isernino.

Ma cosa ha detto in aula Gianni Fantozzi, provocando un autentico scossone? Presto detto: un atto di sfiducia personale e politica verso il sindaco d’Apollonio, con tanto di scuse ai cittadini per aver sostenuto lui e la sua Giunta troppo a lungo, fino all’epilogo da troppo tempo nell’aria.

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