Toma apre la ‘meditazione’ sulla Giunta: qualcosa sta per cambiare nei nomi o nelle deleghe

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L’annuncio del governatore, nella conferenza stampa di fine anno. Rimpasto in arrivo e bordate alle 'voci contro' della maggioranza


di CARMEN SEPEDE


CAMPOBASSO. “Come ogni anno sto per far partire una mia fase di meditazione, che quest’anno è dedicata a prendere delle decisioni sulla composizione della Giunta”.

Questo l’annuncio che il governatore del Molise Donato Toma ha fatto al termine della conferenza stampa di fine anno, in cui ha illustrato il bilancio del 2019. Bilancio positivo, ha detto, soprattutto per la firma di un Patto per la salute in versione 'pro Molise'. GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

“Credo che alcune deleghe saranno riviste o riequilibrate – così il presidente della Regione ha risposto alle domande dei giornalisti – così come potrebbe essere rivista la stessa formazione dell’esecutivo. Potrebbero esserci una o due donne, tutte donne o tutti uomini come oggi, io ho sempre ragionato non guardando alle 'quote rosa', ma al merito. Lo dimostra la presenza di tante dirigenti e funzionarie donna in questa Regione. Quel che è certo - ha poi precisato - è che la composizione del Governo regionale non può che tener conto della fotografia politica espressa dalle elezioni del 18 aprile 2018 e non delle scelte personali arrivate da allora ad oggi”.

Il dato politico, quello più atteso, il presidente della Regione lo ha lasciato per la fine, parlando appunto dell’avvio della meditazione, “penso al bellissimo monastero di Casacalenda”, di quelli che sono i suoi orientamenti sul possibile rimpasto di Giunta e del suo pensiero sulla ‘spina nel fianco’, rappresentata dalle posizioni contrarie espresse dai banchi della maggioranza.

“Voci contro in maggioranza? Le voci contro le ho anche in Giunta, ma alla fine tutte le delibere le approviamo all’unanimità – così ha risposto alla domanda del cronista – Però una cosa la voglio dire, chi vuol fare delle critiche va alle riunioni di maggioranza ad esprimere il proprio dissenso. Quel che non accetto è che le critiche non vengano fatte in questo modo, ma a mezzo stampa. Lo dico molto chiaramente, non accetto polemiche spot e auspico che queste situazioni non accadano più”.

Niente nomi, ma è chiaro il riferimento alla ‘pasionaria’ ex Lega, oggi Prima il Molise, Aida Romagnuolo. E ancor più all’ex governatore Michele Iorio, che all’ultimo Consiglio, quello sui trasporti, ha annunciato la sua uscita dalla maggioranza, ma non dal centrodestra.

“Non condivido in alcun modo quel che è accaduto sul bando dei trasporti, con la bocciatura del doppio gestore – ancora Toma – così come credo che chi presenta un emendamento debba quantomeno illustrarlo, per rispetto del Consiglio, innanzitutto. Lo dico una volta per tutte: non intendo abdicare rispetto alle linee programmatiche, non accetto ricatti e non accetto che il confronto sia ostaggio di interessi personali”.

Parole, è evidente, rivolte non all'opposizione ma agli alleati (o ex alleati). Chiamati ad attendere la fine della meditazione. E l’annuncio delle scelte.

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