Termoli-San Vittore, Niro attacca Fanelli e Federico. Toma: la via è il Piano delle opere strategiche

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Il governatore rimarca le distanze rispetto all’assessore ai Trasporti, affermando di non essere stato messo al corrente della presentazione dell’emendamento della Lega al decreto 'Milleproroghe'. Il dialogo ancora in corso con l’Anas e col ministro De Micheli fanno però dire al governo regionale che la quattro corsie si può fare


CAMPOBASSO. La superstrada del Molise Termoli-San Vittore, la famosa quattro corsie, si può fare. Anche se non sarà inserita nel decreto 'Milleproroghe'. A dirlo sono l’assessore regionale ai Lavori pubblici Vincenzo Niro e il governatore Donato Toma, che pur da due diversi punti di vista, il primo più politico, il secondo rigorosamente istituzionale, sostengono che la bocciatura dell’emendamento della Lega (il Carroccio aveva chiesto di destinare all’opera 900 milioni di euro, da reperire nel capitolo destinato al reddito di cittadinanza) non stoppa il procedimento. Che va avanti.

“Non è una novità, anzi è una regola, che chi deve giustificare mancanze nella propria azione politica, amministrativa e istituzionale, prova a creare caos per confondere il giudizio dei cittadini”. Le prime parole di Niro sono per le contestazioni del parlamentare del M5s Antonio Federico e per il capogruppo regionale del Pd Micaela Fanelli.

“La consigliera Fanelli – ha detto Niro – ha tentato di addossare tutto al sottoscritto e al governatore Toma, affermando “nessuno sapeva nulla dell’emendamento, nessuno ha mai visto Toma e Niro”, muovendo accuse per la mancata attivazione di un confronto strutturato con Anas e Ministero dei Trasporti”.

E’ stata protocollata il 12 luglio 2019 - ha affermato l’assessore - la richiesta del governatore all’Anas di inserire la Termoli-San Vittore tra gli obiettivi proposti nell’aggiornamento del Contratto di programma 2017-2020. Così come sono state protocollate altre due richieste, indirizzate rispettivamente all’ex ministro dei Lavori pubblici Danilo Toninelli e al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano,finalizzate ad avere un incontro per illustrare il progetto della quattro corsie del Molise quale opera di enorme beneficio per il Mezzogiorno.

“Il 1 luglio 2019 – ha rimarcato ancora Niro – in una riunione al Ministero delle Infrastrutture ho rappresentato l’esigenza di un percorso alternativo a quello localizzato sulla diga del Ponte Liscione, mentre il 13 dicembre ho incontrato l’amministratore delegato dell’Anas, per programmare i prossimi interventi in favore del Molise, a partire dal raddoppio della superstrada”.

Dettagli che, sostiene l’assessore, dimostrano che a Roma conoscono bene la situazione e le richieste del Molise. Alle stilettate alla Fanelli si accompagnano quelle rivolte al deputato pentastellato Antonio Federico, “che in modo professorale ha spiegato che c’è stato un errore tecnico nella presentazione dell’emendamento, che non poteva essere presentato nel decreto Milleproroghe”.

“Probabilmente ciò che disturba l’onorevole Federico – ancora le parole dell’assessore - è che gli unici segni tangibili di interesse ricevuti dal Molise siano stati prodotti dalla Lega. Bisogna rendere merito a chi manifesta attenzione a un tema che rappresenta il riconoscimento di un diritto ‘costituzionale’ alla nostra regione”.

Del raddoppio della Termoli-San Vittore ha parlato anche il governatore Donato Toma, soffermandosi con i giornalisti dopo la conferenza stampa sul Parco nazionale del Matese. “Non ho autorizzato la presentazione di alcun emendamento – le parole del presidente della Regione – sicuramente Vincenzo Niro si è raccordato con la Lega parlando non come assessore, ma come coordinatore dei Popolari per l’Italia. Come giunta stiamo lavorando sulla quattro corsie seguendo la via tradizionale, vale a dire il Piano delle opere strategiche. Abbiamo avuto un parere tecnico, il Ministero delle Infrastrutture ha condiviso questa esigenza, adesso si tratta di concretizzare il tutto”.

Ma della questione è stato interessato anche il ministro delle Infrastrutture del Conte due, Paola De Micheli? “Il ministro De Micheli – la precisazione di Toma – è stata invitata a riprendere e portare avanti il progetto presentato al precedente governo. La strada, ripeto, è quella del Piano delle opere strategiche. Ma andiamo avanti, sono convinto che la Termoli-San Vittore potrà farsi”.

Carmen Sepede

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