Unilever, Pozzilli non si tocca: le rassicurazioni del Ministero dello Sviluppo

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Incontro positivo: domani alle 13 l’assemblea dei lavoratori per decidere della revoca dello sciopero. Soddisfatta Micaela Fanelli (Pd): ora al lavoro per un obiettivo comune, la salvezza del sito molisano. La Femca Cisl: l’astensione ha sortito il suo effetto, c’è cauto ottimismo sul futuro. I Cinque Stelle: dal Ministero saranno messe in campo tutte le agevolazioni possibili


di Pasquale Bartolomeo

ROMA. L’azienda non c’era, ma le rassicurazioni arrivano lo stesso. Per bocca del sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Alessia Morani del Pd, e del capo segreteria del sottosegretario M5S Alessandra Todde, Stefano d’Addona, il messaggio che perviene all’esterno è quello che tutti auspicavano: Unilever, a Pozzilli, non chiuderà, ma rimarrà centrale nell’organizzazione di Unilever Italia.

Questo l’esito dell’incontro – informale – svoltosi a mezzogiorno presso il Mise, in presenza delle Rsu, delle sigle sindacali e della delegazione molisana del Pd che aveva caldeggiato la riunione, rappresentata dalla capogruppo Dem in Consiglio regionale Micaela Fanelli, dal vicesegretario provinciale di Isernia Ovidio Bontempo e dalla segretaria cittadina pentra, Maria Teresa D’Achille. Un tavolo che ha visto le sottosegretarie Alessia Morani del Pd e Alessandra Todde del Movimento 5 Stelle collaborare intensamente tra loro per affrontare al meglio il problema.

Un incontro positivo, insomma, frutto del proficuo lavoro del Ministero dello Sviluppo con la proprietà, che ora dovrà tenere fede agli impegni già nei prossimi tavoli, uno dei quali, come riferiscono dalla Femca Cisl, previsto con ogni probabilità già a metà della settimana entrante. In quell’occasione sarà convocato il management Unilever per iniziare a ragionare su un Piano industriale volto a rendere l'azienda strategica in ambito europeo, con particolare attenzione al sito di Pozzilli. Dal Mise ci sarebbe l’intenzione di mettere in campo tutte le possibili agevolazioni a disposizione: ecosostenibilità, Transizione 4.0 e altri strumenti che possano incontrare il favore della multinazionale anglo-olandese.

“Ringrazio di cuore la sottosegretaria Alessia Morani del Pd – ha detto Micaela Fanelli – e la sottosegretaria Alessandra Todde del M5s, che stanno lavorando in tandem per il bene del Molise. Rispetto a quanto ci è stato riferito, dovremo aggiornarci in presenza del management Europa in data da destinarsi. Ora auspico un forte lavoro comune di istituzioni, sindacato e proprietà. Ritengo che il sacrificio dei lavoratori con lo sciopero sia stato utile, i riflettori sono stati accesi ed è stato alzato il livello di interlocuzione, come era giusto fare. Ringrazio poi tutti quanti hanno fatto il sacrificio sul territorio: ora si lavori uniti per cercare di centrare l’obiettivo comune, con le dichiarazioni della proprietà che andranno approfondite in tutti gli altri incontri futuri”.

"Ringraziamo la sottosegretaria Alessandra Todde, che dopo aver presieduto il tavolo Unilever di martedì scorso, oggi ha tenuto un nuovo incontro sul tema con i sindacati e le Rsu, insieme alla sottosegretaria Alessia Morani". Così, in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale del Molise.
"Nel corso dell'incontro - aggiungono i portavoce - il Ministero ha confermato il proprio impegno annunciando in tempi brevissimi, la convocazione a Roma del management Unilever per iniziare a ragionare su un Piano che possa rendere Unilever Italia strategica in ambito europeo, con particolare attenzione al sito di Pozzilli. Il Ministero ha anche confermato l'intenzione di mettere in campo tutte le possibili agevolazioni a disposizione, come ecosostenibilità e Transizione 4.0. Ci sono infatti molti strumenti a disposizione e si vedrà insieme al management quale sarà quello più congeniale alla situazione dell'azienda molisana".

“Il Mise lavora al fianco delle imprese e dei lavoratori, cercando di trovare, giorno dopo giorno, soluzioni a problemi che hanno radici molto profonde”, dichiara la sottosegretaria Todde. “Il nostro obiettivo, condiviso anche dall’azienda, è quello di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per salvaguardare l’occupazione. Riconvocheremo le parti in tempi brevi - conclude Todde - in modo da strutturare concretamente un percorso condiviso con tutti gli attori al tavolo”.

L’esito del tavolo è stato sostanzialmente confermato anche da Francesco Di Trocchio, della Femca Cisl. “Sono stati individuati alcuni punti che stanno a cuore al management per rilanciare il sito molisano, tra cui la fibra ottica e la digitalizzazione. Domani alle 13 terremo un’assemblea con i lavoratori fuori dei cancelli della fabbrica per decidere se revocare lo sciopero. L’auspicio è che riprenda il dialogo, così da poterci sedere ‘alla pari’ con l’azienda per concertare le sorti di Pozzilli, senza essere costretti a subire decisioni dall’alto dettate da necessità di business. Il sito molisano serve soprattutto il mercato del centro-sud Italia, e come ci diceva la responsabile, lo Svelto inizia a mancare sugli scaffali. Se il management decidesse di farlo produrre a terzi, si rischierebbe la stipula di contratti di lunga durata, che non metterebbero certo le maestranze in una posizione favorevole. Come Femca Cisl, siamo dunque favorevoli a riprendere le attività, ma ovviamente la decisione spetterà ai lavoratori. I sindacati devono anche saper raccogliere una sfida se c’è possibilità di salvezza di un sito produttivo, e qui di chiusura non si parla. Andare allo scontro e basta significherebbe la resa, mentre sul mantenimento dei livelli occupazionali si può e si deve lavorare”.

Di Trocchio ricorda anche come il processo di revisione degli stabilimenti Unilever vada avanti dal 2018, con l’azienda mostratasi comunque ‘reticente’ su alcune tematiche importanti. “Bene dunque lo sciopero, che ha sortito l’effetto di determinare l’arrivo della dirigenza al tavolo regionale di lunedì scorso, dalla quale sono pervenute importanti aperture – ha continuato - Certo, il mercato dei ‘liquidi’ è in difficoltà e nessun sito dei 9 a marchio Unilever Italia lavora oltre il 60-65 per cento della capacità produttiva: questo dal punto di vista manageriale è un costo, ma dal punto di vista lavorativo sono giunte, anche oggi al Mise, rassicurazioni di salvaguardia dei livelli occupazionali. C’è cauto ottimismo”.

 

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