‘Buco’ da 86 milioni per contributi Asl non versati, chiesto Consiglio monotematico

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Per far chiarezza sulla vicenda. Intanto l’esponente dei Popolari per l’Italia Andrea Di Lucente rilancia l’ipotesi di un ‘accordo’ tra M5s e l’ex governatore Michele Iorio



CAMPOBASSO. Mancato pagamento dei contributi previdenziali della Asl dopo il terremoto del Molise del 2002. Il consigliere regionale di maggioranza Andrea Di Lucente ha chiesto la convocazione di una riunione monotematica e ha presentato una mozione.

Nei mesi scorsi la Cassazione si è pronunciata sul ricorso dell’Asl Centro Molise (ormai in liquidazione) nei confronti dell’Inps, che richiede il pagamento in un’unica soluzione dei contributi sospesi a seguito del sisma. Contributi che, secondo i magistrati, dovevano essere sospesi solo ai datori di lavoro privati e ricadenti nei centri individuati dalle ordinanze di Protezione civile.

“Allora, invece, si allargarono le maglie a dismisura – ha affermato Di Lucente - Vennero sollevate forti perplessità che però furono ignorate. Adesso il Molise si ritrova con un macigno da circa 86 milioni di euro senza poter più nemmeno intervenire. Vogliamo capire cosa è successo. I consiglieri di maggioranza e tutti i molisani hanno diritto di conoscere da dove arriva questa nuova mazzata per i molisani. Per questo motivo abbiamo necessità che il presidente Toma spieghi al Consiglio cosa è successo nel corso degli anni e come intende intervenire adesso. E abbiamo necessità che lo faccia prima di discutere del bilancio di previsione per il prossimo triennio. E’ un debito pesante che inciderà molto sulle casse della Regione e sulla nostra capacità di investimento, già troppo esigua”.

La richiesta di consiglio monotematico avanzata da Di Lucente è stata firmata dagli altri 8 consiglieri di maggioranza. “Non dai Cinque Stelle – ha proseguito l’esponente dei Popolari per l’Italia - che pure hanno sempre detto di voler fare chiarezza su quello che succede in Regione. Ora perché si tirano indietro? Perché lo fa Patrizia Manzo, che in una trasmissione televisiva di due settimane fa aveva parlato di questo debito, aveva detto di voler chiedere spiegazioni ecChe avremmo dovuto discuterne assolutamente in Consiglio? E aveva accettato di voler firmare insieme a me l’atto. Ora ha cambiato idea. Sarà l’ennesima dimostrazione – ha concluso - che tra il M5s e il presidente Iorio c’è un patto di non belligeranza se non, addirittura, un accordo? Le coincidenze iniziano ad essere troppe per non formare un indizio solido”.

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