Unilever, il Comitato Indotto chiede le ‘carte’ dei piani di rilancio: dubbi sulla tutela dei livelli occupazionali

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Le maggiori preoccupazioni riguardano in particolare il progetto di riconversione dello stabilimento in impianto di trattamento della plastica, che comporterebbe l’esclusione della gran parte delle aziende che gravitano nell’orbita della multinazionale



POZZILLI. Interviene a ‘gamba tesa’ nel dibattito sulla salvaguardia dello stabilimento Unilever di Pozzilli ad esprimere dubbi sulle proposte di rilancio avanzate dai vertici aziendali in occasione del tavolo di confronto andato in scena nei giorni scorsi al Mise.
Si tratta del Comitato Indotto Unilever che, dopo aver partecipato in delegazione al citato summit in qualità di uditore, rompe il silenzio.
“Oggi, purtroppo, - si legge in una lunga nota di cui si riportano stralci – il grande circolo virtuoso che il sistema Unilever con le aziende del territorio ha messo in piedi viene messo in discussione. Le voci di dismissione dello stabilimento di Pozzilli hanno portato preoccupazione e incertezza all’interno delle nostre imprese e tra le nostre persone.
Ci preme con questo comunicato esprimere i nostri dubbi circa l’effetto che i piani prospettati al tavolo potrebbero avere sull’indotto. Chiediamo che questi dubbi vengano, in tempi brevissimi, sciolti per mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutelare noi stessi e i nostri dipendenti. Aspettare ancora due mesi in questo stato di incertezza ed agitazione, senza ulteriori delucidazioni, sarebbe deleterio per il lavoro che svolgiamo ogni giorno, per le preoccupazioni costanti che i nostri lavoratori ci manifestano, per il servizio erogato e per il rapporto di fiducia che oggi ci consente di agire con immediatezza e precisione a qualunque richiesta”.

Quindi le osservazioni di merito: “Le perplessità e preoccupazioni che registriamo, sulle varie ipotesi avanzate dall’azienda Unilever, - ancora il Comitato - riguardano in primis una eventuale riorganizzazione dello stabilimento alla riconversione della plastica perché porterebbe ad una chiusura della quasi totalità dell’indotto, che si è creato ed ha ampliato la forza occupazionale proprio grazie all’attività di realizzazione di prodotti di largo consumo.
Rispetto alle altre opzioni di piano che Unilever ha prospettato, nonostante siano certamente più favorevoli alla situazione dell’indotto, al momento ci creano anch’esse perplessità perché non abbiamo alcun elemento di dettaglio per poter capire se l’indotto sopravviverà e in quale misura”.

Dalle osservazioni alle istanze: “Chiediamo pertanto all’Unilever e alle forze politiche regionali e nazionali e al MISE di renderci edotti in tempi brevissimi onde evitare ulteriori danni per le aziende e nei rapporti tra queste e i propri dipendenti.
Prendiamo atto, inoltre, che a partire dal tavolo del 4 marzo ultimo scorso le forze politiche tutte, maggioranza e minoranza, e le Sottosegretarie del MISE (Todde, Morani), nonché le organizzazioni sindacali hanno riconosciuto la necessità di tutelare anche l’indotto.
Il Comitato Indotto Unilever di Pozzilli – conclude - chiederà di essere parte a tutti i prossimi incontri al fine di poter valutare ed esprimere le proprie considerazioni sulle proposte e problematiche in atto”.

 

 

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