Coronavirus, sistema sanitario regionale da riorganizzare: la proposta di Nola

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Il consigliere del M5s ha preso spunto dall’emergenza in atto per illustrare come potenziare il servizio pubblico e riformare l’offerta privata


CAMPOBASSO. L’emergenza Covid-19 dimostra la necessità che il sistema sanitario del Molise deve essere riorganizzato. E’ quello che sostiene il consigliere regionale del M5s Vittorio Nola.

“Il settore sanitario in Molise – ha spiegato - è commissariato da molti anni e, nonostante ciò, il Molise ha accumulato debiti su debiti, senza mai poter essere nelle condizioni pratiche di uscire dal Piano di rientro.  Non voglio entrare nei dettagli del disastro economico-finanziario, in parte ereditato, ma al quale in questa XII legislatura non è mai stata contrapposta una decisa azione di risanamento. Tuttavia sono fiducioso del fatto che molte pendenze saranno oggetto di attenzione da parte della Corte dei Conti e voglio sperare non della magistratura penale. E resto dell’idea che si debba svolgere un approfondimento tecnico sulla possibilità, da parte del governo, di adottare un apposito ‘Decreto Molise’, per il definitivo appianamento dei debiti pregressi”.

“Quello che abbiamo suggerito al Governo regionale, ai vertici Asrem e ai commissari ad acta – Nola è entrato nel dettaglio - è un modello organizzativo concentrato su un ospedale principale a Campobasso (hub), due di supporto a Isernia e Termoli (spoke) con tre presidi territoriali ad Agnone a Larino e Venafro, quindi con i servizi minimi necessari in grado da un lato di assorbire la mobilità passiva e dall'altro di valorizzare la particolare orografia territoriale anche attraverso gli appositi accordi di confine con le Regioni vicine”.

“In questo nuovo scenario, all’interno del quale si apprezzerà da subito l'efficienza del sistema pubblico e la sua redditività – ha affermato ancora il portavoce dei Cinque stelle - una particolare attenzione deve essere riservata alle eccellenze delle prestazioni che gli Istituti privati presenti in Molise continueranno ad offrire secondo le convenzioni e i limiti previsti nelle specifiche convenzioni stipulate; istituti che potranno anche sviluppare ulteriori attività, stipulando intese direttamente con le regioni da cui provengono pazienti bisognosi di cure ad alta specializzazione”.

“Ad ogni modo – l’invito - è importante che le richieste, le sottoscrizioni e le raccolte firme, i convegni e le manifestazioni dei Comitati civici di ogni parte della regione, dei sindaci, delle singole associazioni, dei colleghi consiglieri regionali e comunali, di tutti i cittadini preoccupati per il sistema sanitario regionale, ci aiutino a migliorare le prestazioni del Servizio sanitario regionale. Anche queste persone chiedono il potenziamento degli ospedali pubblici principali e il ripristino dei servizi presso i presidi territoriali di Agnone, Larino e Venafro”.

Tornando alla cronaca attuale Nola ha espresso l’auspicio che il neo commissario per l'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, d'intesa con la Protezione Civile riesca a velocizzare l’iter e superare le criticità che riguardano la fornitura di DPI, mascherine, tamponi, guanti e posti letto attrezzati per la terapia intensiva, ma anche a superare le difficoltà legate al reperimento di medici e infermieri di cui il settore pubblico, specie in Molise, è carente.

“Insieme al Commissario ad acta per la Sanità, poi, lo stesso Domenico Arcuri, che mi auguro vorrà verificare di persona le strutture edilizie e le potenzialità dei presidi ospedalieri specie di Agnone, Larino e Venafro – ancora Nola - potrà certamente contribuire a definire i contenuti del nuovo Piano operativo sanitario per dotare la Regione Molise in tempi brevi di uno strumento di programmazione sanitaria efficace e sostenibile”.

“Le ultime disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri chiedono un sacrificio a tutti noi – ha concluso - ma ora più che mai è fondamentale collaborare, rispettare le norme e restare in casa. Come ha detto lo stesso premier Giuseppe Conte, rimaniamo più distanti oggi per abbracciarci domani, fermiamoci oggi per correre più veloci domani”.

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