Reparti e macchinari pronti per l'uso ma fermi da anni. La realtà del Vietri di Larino

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Pur avendo tutto per assicurare il supporto necessario in questo momento, il nosocomio frentano occupa un ruolo marginale nel programma per l’emergenza Coronavirus messo a punto dal governo regionale e dai vertici Asrem. Una contraddizione figlia della mala gestione della sanità molisana negli ultimi anni e per la quale i cittadini pretendono si faccia chiarezza


LARINO. E’ tornato a riunirsi ieri il Tavolo regionale permanente per l’emergenza Covid-19. Erano attese risposte soprattutto in relazione alla riapertura degli ospedali di Larino e Venafro, annunciata dal governatore Toma a margine della riunione tenuta lo scorso 12 marzo, a cui successivamente ha fatto seguito un parziale dietrofront che ha suscitato numerose polemiche. Il tema inerente al futuro degli ospedali periferici è stato inserito all’interno del piano operativo messo a punto dai vertici Asrem per la gestione dell’emergenza; piano che, a detta del direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano, sarebbe in continua evoluzione. Un piano organizzato per livelli successivi di criticità derivanti dalla potenziale diffusione del contagio sul territorio regionale. 

Il concetto di programma per l’emergenza che Toma ha in mente in questo momento, come detto nel corso di una intervista rilasciata a un’emittente televisiva regionale, è il seguente: “Più che di riapertura del Vietri di Larino e del Santissimo Rosario di Venafro – ha spiegato Toma – sarebbe meglio parlare di recupero di superfici e di spazi necessari per alleggerire il peso di un eventuale ampliamento di Terapia intensiva negli ospedali principali, ovvero Campobasso, Isernia e Termoli". A Venafro e a Larino spetterebbe quindi un ruolo di secondo piano, e per nulla scontato, con “reparti meno impegnativi e tecnologicamente meno dotati”.


Il fatto, come messo in evidenza dal Sindaco di Larino Pino Puchetti nella lettera, sottoscritta da altri 30 sindaci, e indirizzata ieri al Ministro della Salute Roberto Speranza, al capo del dipartimento nazionale di Protezione Civile Angelo Borrelli e all’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, è che il Vietri dispone già di reparti e apparecchiature all’avanguardia che necessiterebbero solo di essere testate per entrare subito in funzione e garantire una risposta immediata all’emergenza in atto. A dimostrarlo le foto pubblicate dal Comitato Basso Molise per il Bene Comune sulla propria pagina Facebook, che qui riportiamo.

Non è chiaro se il governatore sia a conoscenza dell’esistenza di tali apparecchiature, costate peraltro centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici, e ferme da anni all’interno dell’attuale ospedale di comunità frentano.

Reparti Vietri 2Perché dunque non provvedere d’urgenza a mettere subito in funzione i reparti, a partire dal Pronto soccorso e le strumentazioni sanitarie, dotando in tempi brevi il Vietri del personale medico, infermieristico e ausiliario che assicuri il necessario supporto a quello tuttora impegnato all’interno della struttura? Un interrogativo sul quale vorremmo che si fornisse una risposta definitiva, nel rispetto dei cittadini che in queste ore vivono con estrema preoccupazione la sensibile diffusione del contagio in Molise.

Davide Vitiello

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