Coronavirus, la Neuromed: reparto isolato dopo i contagi, rischi come altrove

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L’Istituto di ricerca di Pozzilli chiarisce che sono state attuate tutte le prescrizioni per tutelare gli altri pazienti e il personale sanitario. Nel frattempo Pozzili e Venafro con ordinanza del governatore Toma sono stati dichiarati ‘zona rossa’


CAMPOBASSO. Coronavirus, 9 contagi alla Neuromed e richieste di dichiarare la struttura ‘zona rossa’. Dalla direzione della struttura di Pozzilli - comune da cui come a Venafro non si entra e non si esce, come da ordinanza del governatore Donato Toma - arriva la risposta: “Neuromed è esposta in questo periodo al rischio di contagio Covid-19 così come lo sono tutte le cliniche, le strutture sanitarie e le persone in Italia”.

Le misure di protezione, fanno sapere dall’Istituto di ricerca, sono state adottate a partire da metà febbraio, anche prima dei decreti del governo e delle ordinanze regionali.

“Malgrado tali cautele e la drastica riduzione dell’attività clinica – il riferimento agli ultimi eventi - che è stata limitata ai soli casi di urgenza e di interventi non differibili - sia ambulatoriali che di ricovero - si sono riscontrati 9 casi di infezione -7 dei quali asintomatici - in un solo reparto, la Neuroriabilitazione. Sono quindi state immediatamente attuate tutte le misure di isolamento di questi pazienti e di tutela del personale sanitario, in stretto contatto con l’Asrem”.

“Chi ha frequentato e continua a frequentare la struttura di Neuromed per ragioni urgenti e indifferibili – la rassicurazione - non è esposto a un più elevato rischio di contrarre l’infezione, se si attiene alle norme raccomandate per la frequenza di qualsiasi ambiente. Segnaliamo, peraltro, che le visite ai pazienti sono state precluse già dal 12 marzo”.

Restare a casa è impegno di tutti i cittadini, non solo di quelli che si sono recati nella clinica, precisa ancora la direzione. “Neuromed – conclude la nota - continua a svolgere l’attività clinica indifferibile per la cura e la continuità terapeutica delle patologie neurologiche gravi ed oncologiche, delle quali i pazienti continuano a soffrire, indipendentemente dall’epidemia di Covid-19, in ossequio alle determinazioni delle competenti autorità”.

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