Contagi in aumento, d’Apollonio: chiesti tamponi per i contatti Neuromed

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Il sindaco di Isernia: “Ecco cosa posso fare e cosa ho puntualmente fatto”. La replica ai 13 consiglieri sulla richiesta di mettere in quarantena gli operatori del Pronto Soccorso che hanno avuto a che fare con una paziente Covid-19: “Non è mia competenza”


ISERNIA. L’allarme Neuromed non lo ha lasciato indifferente. Dunque, nel pieno dei suoi poteri, ha chiesto all’Asrem “interventi urgentissimi volti a contenere il contagio anche con il prelievo di tamponi su tutte le persone coinvolte, con richiesta dell'elenco dei soggetti che vivono o che hanno un qualsivoglia contatto con il nostro territorio”. Giacomo d’Apollonio, sindaco di Isernia, risponde piccato alla richiesta di 13 consiglieri volta a ottenere la quarantena per tutti gli operatori del Pronto Soccorso dell’ospedale Veneziale che hanno avuto stretti contatti con la paziente Covid-19 lo scorso 18 marzo.

“Mi sorge spontaneo un forte senso di disappunto – dichiara - e, perché no, anche di delusione, dal momento che da settimane sono impegnato in prima linea per dare il massimo contributo possibile per arginare il contagio del virus tra la nostra comunità, e solo per questo, e mi illudevo che i miei sforzi e la mia incessante attività non fossero passati inosservati. Richiamarmi ad “adottare immediatamente tutti i dovuti provvedimenti a tutela della salute pubblica, senza tentennamenti alcuni” mi appare del tutto ingeneroso. Iniziative ne ho prese, provvedimenti ne ho fatti, alcuni anche assai forti e perfino impopolari, a volte anticipando le disposizioni del Governo, e se fino a tre giorni fa eravamo l’unico capoluogo di provincia esente da virus in tutto il Paese, qualcosa vorrà pur significare. Senza contare, poi, che l’unico caso accertato sin qui segnalato è ‘di importazione’, e dovuto esclusivamente ad un ricovero ospedaliero, anche se, naturalmente, la situazione è in continua evoluzione. Di tutto ciò vado fiero. Non voglio ringraziamenti, perché sento di aver fatto e di continuare a fare il mio dovere, fino in fondo, con tutte le mie forze, ma richiami come quello pervenuto, per giunta ampiamente anticipato agli organi di stampa laddove non posso fare a meno di scorgere una sottile quanto bassa speculazione politica, proprio non penso di meritarli”.

“Definire il sindaco quale “massima Autorità Sanitaria Locale” – continua d’Apollonio - come fatto dai consiglieri, mi sembra quanto meno improprio; certamente è fuorviante e può dar luogo a malintesi ed equivoci che, in particolar modo in momenti di crisi e di profondo allarme nella cittadinanza, sarebbe opportuno evitare. Le competenze del sindaco in materia sanitaria sono assolutamente concorrenti con altre Autorità e sono del tutto circoscritte. In tal senso, basta dare una veloce lettura all’articolo 32 della legge 23/12/78, n. 833, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, che, nell’indicare ed assegnare le funzioni di igiene e sanità pubblica, fa riferimento al sindaco esclusivamente per ciò che riguarda le ordinanze contingibili e urgenti riguardanti il territorio comunale. Analoga attribuzione è fornita dall’articolo 50, comma 5, del Tuel 267/2000, secondo il quale il sindaco, quale “rappresentante della comunità locale” (e non quale Autorità sanitaria), può adottare ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica. Di tali ordinanze, in questi ultimi giorni, ne ho adottate numerose, senza alcun tentennamento e, come ho detto, ben sapendo di andare incontro anche a critiche e proteste, avendo come unico fine la salvaguardia della salute pubblica.

Altre forme di intervento mi sono precluse, o quanto meno vanno condivise con le altre Autorità che operano in campo sanitario. È il caso, questo, proprio della cosiddetta quarantena, che fin dall’inizio dell’intensa attività procedimentale connessa al diffondersi del virus è stata appannaggio esclusivo degli organi regionali, in linea col ricordato articolo 50 del Tuel che, nei casi di provvedimenti di carattere sovracomunale, assegna la competenza allo Stato o alle Regioni, in ragione della dimensione dell’emergenza che non è certamente solo locale. Ne è lampante prova il fatto che l’ordinanza del Ministro della salute del 21 febbraio 2020 rimetteva la disposizione della quarantena alla competenza della Autorità sanitaria territoriale, e che la conseguente ordinanza del presidente della Regione Molise n. 2 del 26 febbraio scorso individuava tale competenza in capo all’operatore di sanità pubblica e/o ai “servizi di sanità pubblica”, con ciò escludendo qualsiasi competenza diretta del sindaco”.

Per quanto riguarda il caso della donna positiva al Veneziale, “anche qui – sottolinea il sindaco - sono stato tutt’altro che inerte e ho immediatamente assunto contatti con il direttore generale della Asrem, il quale mi ha garantito che nessun soggetto, al di fuori del personale sanitario, era entrato in contatto col paziente affetto dal virus”. D’Apollonio ricorda, poi, come gli operatori sanitari, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge n. 14 del 9 marzo scorso, non sono soggetti a quarantena ma solo a sorveglianza”. Dunque, taglia corto, c’è poco da imputargli. Per quanto riguarda poi l’aumento di contagi registrato al Neuromed, “non posso in alcun modo intervenire al di fuori delle mie competenze territoriali – argomenta - Ciò che posso fare, e che ho fatto con un pubblico avviso, è invitare tutti i nostri concittadini che in questi ultimi giorni in qualche modo hanno avuto contatti con la Neuromed a segnalarsi presso le competenti strutture sanitarie regionali, al fine di ottenere indicazioni sui comportamenti da tenere”. Non solo: il sindaco ha richiesto “con forza alle autorità regionali e Asrem interventi urgentissimi volti a contenere il contagio anche con il prelievo di tamponi su tutte le persone coinvolte, con richiesta dell'elenco dei soggetti che vivono o che hanno un qualsivoglia contatto con il nostro territorio. Qualora dal censimento disposto e dalle conseguenti indicazioni della Asrem dovessero emergere situazioni di pericolo, valuterò con urgenza ulteriori provvedimenti, che al momento cadrebbero nel vuoto, senza destinatari individuati”.

“È vero che, probabilmente, anche nella nostra Regione non sono stati adottati protocolli univoci – ricorda d’Apollonio - ma non può sfuggire ai consiglieri che i provvedimenti riguardanti gli ospedali di Termoli e di Agnone, a quanto mi risulta, sono stati adottati dalla Asrem e non certo dai sindaci. Comunque, ritengo doveroso segnalare che il Direttore generale dell’Asrem mi ha assicurato che tutti i locali ‘a rischio’ del nostro ospedale cittadino sono stati adeguatamente e tempestivamente disinfettati e che la situazione è complessivamente sotto controllo e l'operatività garantita. In proposito, ho comunque richiesto formalmente e con urgenza una dettagliata relazione in merito a quanto avvenuto”.

 

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