Coronavirus, Manzo contesta il corto circuito delle comunicazioni. Florenzano: la privacy va tutelata

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Per la consigliera del M5s tocca all’Asrem informare i sindaci tempestivamente, per consentire di adottare azioni a tutela dei primi cittadini. Il messaggio del direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale, che chiarisce anche sulla questione tamponi


CAMPOBASSO. Coronavirus, la consigliera regionale del M5s Patrizia Manzo invita l’Asrem a informare i sindaci per evitare “il corto circuito delle comunicazioni”. Il direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale, da parte sua, chiede invece, il rispetto della privacy, in merito alla diffusione dei nomi delle persone contagiate.

"Non è il tempo delle polemiche – ha affermato Manzo - su questo non posso che dirmi d'accordo con la presidente dell’Ordine dei Medici di Campobasso che ha chiamato tutti, istituzioni e cittadini, al rigore e al rispetto dell’unico mezzo per contrastare il dilagare del contagio: il distanziamento sociale. Ma in un momento così complicato, che non è destinato a finire presto, non posso però far finta che non ci siano responsabilità, corto circuiti che alimentano allarme sociale, che scatenano il panico nelle comunità, specialmente le più piccole dove ci si conosce tutti”.

“E’ quello che sta accadendo in alcuni centri della regione – ha aggiunto la pentastellata - messi a dura prova dalle recenti notizie di contagio. Non solo Venafro e Pozzilli, Montenero e Riccia, ma anche tanti comuni dove i sindaci non sono messi nelle condizioni di poter agire, con l’unico obiettivo di salvaguardare la salute dei propri concittadini. Quello che è accaduto a Cercemaggiore, Vinchiaturo, Torella e Castropignano non può essere lasciato al silenzio dell’oblio. Ci sono precise responsabilità che vanno rimarcate e non per polemizzare, ma perché simili casi non accadano in futuro”.

“Già di per sé è stato incomprensibile – ha affermato ancora Manzo - il ritardo con cui la Regione Molise ha attivato l'unità di crisi regionale rispetto alla circolare del Capo Dipartimento della Protezione Civile. Ma resta non adempiuta la gestione del flusso delle comunicazioni. L’Asrem deve comunicare con i primi cittadini, per evitare che nomi e cognomi vengano ‘sbattuti’ in prima pagina, alimentando la triste ma purtroppo collaudata caccia all’untore. Attenersi alla procedura corretta garantirebbe, appunto, anche il sacrosanto rispetto della privacy del paziente che non verrebbe esposto alla diffusione di dati sensibili, causata, a mio parere, dal cortocircuito istituzionale. E consentirebbe ai sindaci, che operano sul territorio, di tutelare la popolazione mettendo in campo azioni mirate”.

"Si stanno verificando episodi sgradevoli di diffusione di nominativi di persone che risultano positive – ha da parte sua dichiarato il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano in un video messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook - questa è la nostra principale preoccupazione, oltre a quella di intervenire con prontezza".

Florenzano è poi intervenuto sulla questione dei test del Coronavirus, e sulla richiesta, arrivata da più parti, di incrementare il numero dei tamponi, per evitare la diffusione del contagio. “Sui tamponi l'Asrem continua a fare riferimento alle direttive dell'Istituto superiore di sanità – ha detto ancora il manager - Se dovessero cambiare saremo i primi a seguire le modifiche, ma adesso non bisogna generare confusione”.

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