Coronavirus, Fernando Crudele: “Tamponi sugli operatori 118 al più presto”

Coronavirus, Fernando Crudele: “Tamponi sugli operatori 118 al più presto”

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“La situazione in Molise è buona, possiamo essere ottimisti”: il punto di vista del presidente dell’Ordine dei medici e responsabile del 118 di Isernia. Sulla necessità dei test sul personale sanitario: “L’Unità di crisi ci hadato ampie rassicurazioni. Il mio pensiero lo conoscono”. L’invito finale è ai cittadini di non farsi prendere dall’ansia: “State tranquilli e chiamateci solo in caso di reale necessità, così lavoreremo meglio”


di Antonio Di Franco

D: Dottor Crudele, è preoccupato per la situazione attuale dei medici del 118? A che punto siete per la questione tamponi al personale dopo il caso dell’anziana paziente di Monteroduni trovata positiva al Covid?

R: È una questione su cui ho avuto ampie rassicurazioni dal presidente Toma e dall’Unità di crisi che incontro ogni sera. I tamponi sul personale del 118 saranno effettuati e al più presto possibile. Purtroppo la problematica del 118 è particolare, perché essendo sempre sul territorio, gli operatori avrebbero bisogno di essere monitorati praticamente al termine di ogni turno di lavoro, cosa naturalmente impossibile. Si è verificato questo caso di Monteroduni, quindi verranno prese le misure conseguenziali, ma la problematica rimane, anche se sicuramente contenuta dall’uso dei dispositivi di protezione degli operatori. In ogni caso il Decreto del Presidente del Consiglio prevede che gli operatori sanitari non sintomatici devono a prescindere tornare sul posto di lavoro. Non voglio aggiungere altro proprio per una questione di rispetto nei confronti dell’Unità di crisi con cui dialogo quotidianamente e che ben conosce il mio pensiero.

D: Ci spiega le procedure in caso di chiamata del 118 e come avviene sia la tutela degli operatori che dei pazienti?

R: Innanzitutto gli operatori del 118 intervengono sempre con l’ausilio di guanti e mascherine, sia a tutela propria che a tutela del paziente per evitare contagi reciproci. Nel caso in cui ci sia il dubbio di una patologia Covid manifestata con sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie, gli operatori si muniscono anche di tutti gli altri dispositivi come tuta e maschere e attuano tutta la procedura prevista. Gli operatori devono indossare i dispositivi di protezione anche nella vita extra-lavorativa proprio per evitare il rischio di contagio alla famiglia e alla popolazione, ne caso in cui dovessero essere positivi asintomatici. Diciamo che sotto questo punto di vista sia il paziente che l’operatore possono stare abbastanza tranquilli per ciò che concerne la trasmissione reciproca del virus.

D: Da presidente dell’Ordine dei medici di Isernia come vede la situazione attuale in Molise?

R: Non posso che dire buona fino a questo momento. L’epidemia non si è diffusa in maniera capillare, non ci sono particolari focolai e anche la crescita in questo periodo, che secondo gli esperti era il più critico per il ritorno delle persone dal Nord Italia di due settimane e mezzo fa, è molto contenuta. Diciamo che sono ottimista. Bisogna ovviamente mantenere alta l’attenzione e continuare a seguire scrupolosamente le indicazioni finché l’emergenza non sarà passata. Ma diciamo che finora noi molisani ci siamo comportati bene. Anche dal punto di vista dell’organizzazione sanitaria sono abbastanza ottimista. Sono stati ampliati i posti in Terapia intensiva e sono arrivati altri ventilatori. Questo ci fa ben sperare.

D: Come servizio del 118 che criticità avete rilevato in questo periodo così difficile per tutti?

Sono rimasto basito da due fattori: la caccia all’untore che si scatena ogni volta che c’è un malato Covid e la psicosi generalizzata che ci costringe a tantissimi interventi che poi urgenti non sono. Capisco lo stato d’ansia delle persone davanti ad una cosa che nessuno di noi ha mai vissuto, ma bisogna cercare di far prevalere la ragione. Innanzitutto il Covid-19 è una patologia che nella stragrande maggioranza dei casi si risolve positivamente e questo non dobbiamo dimenticarlo. In Lombardia c’è una situazione che andrà studiata a parte probabilmente dopo la fine dell’emergenza epidemiologica e non è quello il nostro termine di paragone. Inoltre, in giro ci sono anche altri virus influenzali e può essere normale avere un po' di tosse, raffreddore e febbre senza che si tratti per forza di Covid-19. Quindi cerchiamo di stare tranquilli se abbiamo questi sintomi, chiamiamo i medici di famiglia che stanno lavorando benissimo e sono sempre presenti sul territorio e valutiamo la situazione per almeno 3 giorni. Dopo di che eventualmente si procede. Abbiamo decine di chiamate per semplici raffreddamenti o influenza stagionale che bloccano il lavoro del 118 per ore. Non ci dimentichiamo che infarti, ictus e altre patologie non sono scomparse in questo periodo e hanno una letalità ben più alta. Quindi cerchiamo di stare sereni, di ragionare e di pazientare in attesa che passi l’emergenza. Tutto questo passerà, speriamo nel più breve tempo possibile.

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