Coronavirus, Iacovino contro la gestione Toma: "Posti letto di terapia intensiva già saturi. Il Cardarelli rischia il collasso"

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La proposta del legale: “individuare da subito gli ospedali di Larino e Venafro come Area Sanitaria dedicata alla cura del Covid-19, scongiurando il pericolo di possibili nuovi focolai da infezione all’interno del nosocomio di Campobasso


CAMPOBASSO. Con un atto di significazione urgente rivolto al governo nazionale e a quello regionale l’avvocato Vincenzo Iacovino si è fatto interprete di quanti oggi si stanno battendo contro le decisioni prese dal governatore Toma e dal direttore generale dell’Asrem Florenzano in relazione alla gestione dell’emergenza Covid-19 sul territorio regionale. Decisioni che secondo il legale molisano rischiano di far collassare il sistema ospedaliero pubblico, a partire dal presidio regionale del Cardarelli di Campobasso, e di conseguenza di compromettere irrimediabilmente il principio costituzionale del diritto alla salute dei cittadini.

Il noto giurista parte dal presupposto che al fine di assicurare il potenziamento dei servizi di terapia intensiva, fondamentali per l’assistenza dei pazienti affetti da coronavirus e che necessitano di assistenza respiratoria, il governo ha previsto la possibilità di creare “aree sanitarie dedicate” con l’obiettivo, ribadito dalle linee guida del Ministero della Salute, di distinguere le strutture dedicate alla gestione esclusiva dei pazienti Covid da quelle riservate alla gestione dell’emergenza Non Covid.

Lo stesso Ministero ha anche precisato che qualora esistano ulteriori strutture ospedaliere che non sono coinvolte in nessuna delle due specificità, queste possono essere utilizzate per garantire attività si assistenza in favore di quei malati che non possono interrompere il percorso di cura. Pertanto i pazienti non affetti dal Covid-19 e ancora oggi ricoverati devono essere allocati in strutture alternative allo scopo di evitare pericolose infezioni nosocomiali.


Un rischio che il governo regionale, secondo il parere dell’avvocato Iacovino, sta sottovalutando, decidendo di concentrare gli accertamenti e i ricoveri di pazienti positivi al coronavirus all’interno del Cardarelli, dove sono stati occupati posti letto in malattie infettive e terapia intensiva, accentuando di fatto il rischio di diffusioni di infezioni al personale e ai malati dell’intera struttura. “Tutto ciò – sottolinea il legale – ha provocato il veloce esaurimento dei posti letto disponibili per la cura dei pazienti Covid-19 sul territorio regionale, ponendo l’ospedale di Campobasso nella paventata impossibilità di garantire l’assistenza ordinaria in terapia intensiva”.
“Da ultimissime informazioni apprese – prosegue Iacovino – i posti letto in suddetti reparti già oggi non sarebbero più sufficienti, tanto che l’Asrem ha deciso il trasferimento dei malati al San Timoteo di Termoli. Il tutto accentuato dal fatto che il contagio in Molise sta crescendo giorno dopo giorno e per giunta si è ancora distanti dal raggiungimento del picco.

Tale condotta – denuncia l’avvocato Iacovino – costituisce un errore politico-gestionale strategico che potrebbe causare gravissimi danni alla salute dei molisani”.
In proposito il governo regionale si è mostrato indifferente anche rispetto ai solleciti arrivati nelle ultime settimane da numerosi amministratori comunali, comitati e cittadini inerenti la necessità di riattivare gli ex ospedali di Larino, Venafro e in parte di Agnone. In particolar modo il Vietri, secondo Iacovino, “è una struttura nuova e all’avanguardia, una delle poche dotate di camera iperbarica con personale specializzato e di emodialisi, necessari per la cura dei pazienti acuti. Larino potrebbe quindi diventare – è l’auspicio del legale – un centro interregionale dedicato alla cura del coronavirus e alle malattie infettive”.


Da qui l’appello rivolto al governo nazionale e a quello regionale a decretare e disporre con urgenza che gli ospedali di Larino e Venafro siano individuati e utilizzati come “Area Sanitaria dedicati ala cura del Covid-19”; a scongiurare il rischio di collasso a cui il sistema ospedaliero pubblico in Molise è esposto, adottando ogni iniziativa utile a tutela dei cittadini per fronteggiare al meglio l’emergenza, anche attraverso l’individuazione di personale e attrezzature secondo la normativa emergenziale.

Dav. Vit.

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