Coronavirus, l’ospedale di Agnone si sta ‘spegnendo’: interrogazione urgente del Pd

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I consiglieri regionali Fanelli e Facciolla chiedono a Regione e Asrem quali sono le intenzioni sul ‘Caracciolo’, anche in riferimento agli impegni assunti per gli accordi di confine


AGNONE. Riflettori accesi sull’ospedale ‘Caracciolo’: i consiglieri regionali del Partito Democratico Micaela Fanelli e Vittorino Facciola hanno annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente per avere risposte da Regione e Asrem.

 

“Che cosa succede all'Ospedale di Agnone? Perché, pur potendo potenziare gli organici con medici strutturati e specialisti, si perde tempo? Nella fase di massima emergenza sanitaria – sottolineano gli esponenti del Pd -, quando, parimenti, è massima l’esigenza di personale sanitario e si è nelle condizioni di assumerli subito a tempo indeterminato, i motori del nosocomio dell'Alto Molise si stanno invece spegnendo.

Due medici specialisti, vincitori di concorso in Medicina Generale, attendono da mesi di essere immessi in servizio. Professionisti indispensabili non solo al reparto, ma all'intero ospedale e a tutto il bacino di riferimento del Caracciolo. Proprio ora che la loro presenza potrebbe fare la differenza per l’ormai dimenticata medicina ordinaria, quella indispensabile per tutti i pazienti no covid, che l’Asrem sembra aver dimenticato, dopo la chiusura a tempo indeterminato di tutte le attività non urgenti. Da quelle chirurgiche a quelle ambulatoriali. A Campobasso, come ad Agnone”.

E così, per sollecitare Regione e Asrem, i consiglieri regionali del Partito Democratico, d'intesa con il circolo di Agnone, la Federazione di Isernia e i rappresentanti locali del centrosinistra, hanno presentato un’interrogazione urgente, attraverso la quale è stato chiesto a Toma e Florenzano quali siano le intenzioni sull'ospedale di Agnone, anche in riferimento agli impegni assunti per gli accordi di confine.

“Sono state, inoltre, sollecitate risposte urgenti- affermano infine i consiglieri - sull'esistenza della necessaria programmazione delle attività del reparto di Medicina del Caracciolo, poi a che punto sia l’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza per tutto il personale, infine se, in base a quanto stabilito nell'ultimo Consiglio regionale, siano in corso i tamponi a tutti gli operatori”.

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