Coronavirus, Molise zero contagi. Facciolla: la verità è che non si fanno tamponi

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L’attacco del segretario regionale del Pd alla notizia della mancanza di casi positivi nei giorni di Pasqua. L’invito a fare più test e a gestire diversamente l’assistenza ospedaliera, con strutture solo Covid


CAMPOBASSO. “Molise zero nuovi contagi? Una falsità. La verità è che non si fanno tamponi”. E’ quello che ha dichiarato il segretario regionale del Pd Vittorino Facciolla in merito alla mancanza di nuovi casi di Coronavirus in regione nei giorni di Pasqua.

“I media nazionali – ha affermato Facciolla - ieri hanno battuto la notizia di un Molise virtuoso dove i contagi da coronavirus sono fermi dal giorno di Pasqua. Tutti abbiamo inizialmente appreso la novità con grande gioia salvo poi renderci conto che eravamo purtroppo di fronte ad un palese caso di truffa comunicativa, una falsità. Il dato riportato dal Corriere della Sera è dovuto al fatto che nei giorni di Pasqua in Molise non è stato processato alcun tampone (dati ufficiali delle Protezione Civile Nazionale). Zero. Ed è ovvio che con zero tamponi emergano zero nuovi casi positivi”.

“Avrebbe dovuto essere la stessa Regione – ha aggiunto il leader dem - a dare comunicazione di questa assenza di nuovi tamponi processsati, che non è avvenuta, e questo ci spinge a rinnovare le perplessità sulla gestione dell’emergenza da parte del nostro governo regionale e della nostra Azienda Sanitaria, che sino ad oggi ci hanno regalato il non onorevole primato di essere la regione che al sud Italia ha, in percentuale, più casi positivi”.

“Il Molise - ha affermato ancora Facciolla - primeggia con 87 casi ogni centomila abitanti, ci segue la Puglia con 77 ogni centomila, la Sardegna con 68, la Campania con 64, la Basilicata con 56, la Sicilia con 50 e la Calabria con 48. Abbiamo da subito portato l’attenzione sulla necessità di fare tamponi a tappeto per contenere il contagio e abbiamo detto da oltre un mese che va potenziata la medicina di territorio. Il governo regionale da meno di una settimana sembra aver recepito la nostra indicazione sui tamponi e da un paio di giorni ha assunto medici Usca per prendersi cura dei malati Covid nei loro domicili”.

"Azione tardiva ed insufficiente – ha poi puntualizzato - poiché sono stati assunti solo tre medici (uno per l’area di Campobasso, uno per quella di Termoli ed uno per la zona di Isernia) quando invece fin da subito avremmo potuto impiegare i medici di base per questa stessa attività di assistenza domiciliare. Inoltre i vertici Asrem e della Regione Molise continuano nella linea ‘suicida’ degli ospedali promiscui, mentre invece in tutte le altre regioni d’Italia si sono ben differenziati i percorsi e le strutture sanitarie dedicandone alcune esclusivamente al trattamento dei pazienti Covid”.

"Questa incomprensibile scelta grava ora sui noi molisani e graverà ancora di più quando l’emergenza sarà finita e le strutture ospedaliere dovranno tornare ad effettuare ricoveri di routine affiancandoli ai pazienti Covid. Nonostante il quadro sembri ormai compromesso – ha concluso - io credo che siamo ancora in tempo per rimediare all’imbarazzante ritardo ed agli errori fatti fino ad oggi e, agendo in fretta, potremo metterci al passo con le altre regioni italiane, iniziando una campagna a tappeto di test sierologia e tamponi e individuato esclusivamente ospedali Covid sul nostro territorio”.

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