Coronavirus, bambini e Fase 2: l’appello a Toma della Garante dei minori

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Il governatore è stato invitato a farsi portavoce con il Governo centrale delle istanze a tutela dei più piccoli



CAMPOBASSO. Un appello a volersi fare portavoce con il Governo centrale delle istanze a tutela dei diritti dei bambini in vista della Fase 2. E’ l’appello rivolto al presidente della Regione Molise Donato Toma dalla Garante Regionale dei Diritti della Persona Leontina Lanciano.

“Il nuovo documento preannunciato dal premier Conte nella sera del 26 aprile – afferma - precisa che rimarranno chiuse le aree gioco dedicate ai bambini. Una scelta dettata, probabilmente, dalla difficoltà di conciliare gestione organizzativa e tutela della salute, ma che mal si concilia con la priorità di restituire ai bambini gli spazi dedicati all’attività ludica, indispensabile per il benessere dei più piccoli.

Consentire ai bambini di usufruire delle aree giochi attrezzate sarebbe un ‘risarcimento’ doveroso, seppure ancora troppo piccolo, per le rinunce che sono stati chiamati a vivere, ancorché nell’ottica di un prioritario e generale interesse sanitario. Per un lungo periodo, che tuttora prosegue, si sono trovati improvvisamente a vivere un’infanzia sospesa: senza giochi, senza amici, spesso senza nonni o altre figure cui relazionarsi se non i più stretti familiari.

Nasce da qui la mia richiesta a voler condividere le istanze dei più piccoli, ed è per questo motivo che Le rivolgo un accorato appello a volersi avvalere del suo ruolo istituzionale per farsi portavoce di tali istanze con il Governo centrale. Ciò affinché la ripartenza possa riguardare gradualmente, ma fin da subito, anche i minori.

In altri Paesi sono state già individuate le modalità per consentire la ripresa delle attività dedicate all’infanzia, ad esempio le scuole, nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza. Non appare incauto, quindi, auspicare che anche in Italia il Governo voglia lavorare alle giuste soluzioni in tal senso. Si potrebbe partire proprio dalle aree gioco: è recente la proposta avanzata al riguardo dal ministro delle Pari opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, che ha ipotizzato la possibilità di attivare delle aree gioco individuali nei parchi”.

Ma non c’è solo il diritto al gioco “Un altro nodo fondamentale da sciogliere è quello della ripresa di un’attività didattica che non sia esclusivamente a distanza – spiega la garante -. E che sia indirizzata non solo alla fascia della scuola dell’obbligo, ma anche a quella da 0 a 6 anni. Le proposte alternative al modello tradizionale, che prevede la compresenza di una classe di circa 30 bambini nella stessa aula, non sono mancate e potrebbero essere prese a modello per disegnare una scuola che possa adattarsi alla particolare situazione attuale. Tra queste, si cita ad esempio l’idea di organizzare lezioni all’aperto e in gruppi ristretti, con una ridotta cadenza settimanale. Varie sono le teorie prospettate, ma quel che è certo è che bisogna trovare una strada percorribile per far sì che i minori tornino a ‘vivere’ l’esperienza scolastica, anche se sarà un’esperienza diversa dal passato.

Anche su questo fronte si registra l’impegno del ministro Bonetti, che ha chiesto al Governo di lavorare all’apertura di scuole dell’infanzia e centri estivi. Il suo suggerimento, diffuso durante un’intervista radiofonica, è stato quello di riaprire le scuole da 0 a 6 anni nel periodo estivo, organizzando l’attività in piccoli gruppi di alunni per poter mantenere il distanziamento dei bambini.

Si tratta di una forma di tutela dei minori, ma anche un supporto doveroso alle famiglie che si troveranno a dover riprendere le attività lavorative senza poter beneficiare dei servizi dedicati all’infanzia. Il rischio – evidenzia infine - è che tale situazione di difficoltà vada a pesare in maniera prevalente sulle spalle delle donne, andando di fatto a intaccare i risultati raggiunti con fatica nel corso degli ultimi decenni sul fronte dell’uguaglianza di genere e dei diritti alla pari opportunità”.

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