Niente donne nella nuova Giunta Toma. Laura Boldrini: servono leggi antidiscriminatorie

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Lo ha detto la deputata del Pd ed ex presidente della Camera dei Deputati, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital, mettendo in correlazione la vicenda politica del Molise con la composizione della Task-force chiamata a supportare il Governo per l’emergenza sanitaria


CAMPOBASSO. Niente donne nella prima composizione della Task-force che sta affiancando il Governo Conte, nella gestione dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19. E niente donne nella nuova Giunta Toma.

E’ quello che ha evidenziato la deputata del Pd ed ex presidente della Camera Laura Boldrini, nell’intervento che ha fatto durante la trasmissione di Radio Capital ‘Circo Massimo’, in cui ha messo in correlazione la questione nazionale con la questione politica, tutta molisana, del rimpasto dell’esecutivo appena fatto dal governatore Donato Toma.

“Siamo il 51% della popolazione – ha detto la Boldrini - e abbiamo tutte i titoli per poter dire la nostra, questa esclusione non è democratica e fa dell'Italia un paese non giusto. Quando non ci sono le leggi, non ci sono le donne. In Molise la nuova giunta non prevede neanche una donna. La nostra società ha ancora bisogno di leggi antidiscriminatorie, per non escludere le donne".

Quindi sul gruppo di lavoro guidato da Vittorio Colao, chiamato a supportare il Governo nella gestione della pandemia da Covid-19. Nel quale la presenza femminile, prima assente, è stata integrata solo negli ultimi giorni.

"La vicenda della Task-force inizialmente tutta al maschile – ha detto la Boldrini - ha dimostrato tutta l'arretratezza della politica che continua a non valorizzare le tante competenze femminili. Quando si tratta di decidere chi rappresenterà il Paese, le donne non ci sono. Ma è sotto gli occhi di tutti che in questa emergenza le donne sono state in prima linea fin dall'inizio".

"Tre ricercatrici – ha aggiunto la dem - hanno isolato il virus, una dottoressa ha riconosciuto il virus nel paziente 1, le donne si sono inventate l'insegnamento a distanza, nelle farmacie, nei supermercati, nelle assistenze agli anziani, nelle famiglie sono le donne che si stanno facendo carico della crisi. C'è un enorme problema culturale, non si valorizza il capitale umano femminile"

Quindi l’auspicio. "Il lavoro domestico distribuito tra donne e uomini non è strano: è semplicemente giusto, così come occuparsi dei figli. Nella Fase 2 questo concetto dovrà essere metabolizzato da tutti, altrimenti saranno le donne a pagarne le conseguenze. È arrivato il momento – ha concluso Boldrini - di costruire un nuovo equilibrio familiare".

C.S.

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