Emergenza Coronavirus, Pd e M5s preparano la sfiducia a Toma

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Contestata anche la gestione del rimpasto di Giunta. Ma i numeri per votare la sfiducia non ci sono e il Pd ha bisogno di una sponda anche per presentare il documento



CAMPOBASSO. Gestione dell’emergenza sanitaria e rimpasto di Giunta, che di fatto ha comportato ben pochi cambiamenti nell’assetto dell’esecutivo. Se non il siluramento di Luigi Mazzuto e della Lega. Pd e M5s pronti a presentare la mozione di sfiducia al governatore del Molise Donato Toma.

I dem lo avevano già annunciato – la decisione è stata presa dalla direzione regionale del partito già nei giorni scorsi – ma lo hanno ufficializzato ieri, durante la riunione del Consiglio regionale in cui si è parlato quasi esclusivamente di Coronavirus. In tutte le sfaccettature. Nel documento approvato dalla direzione del Pd anche la contestazione alle modalità di modifica della legge elettorale, con l’eliminazione dell’incompatibilità di carica tra assessori e consiglieri, di conseguenza della figura dei consiglieri surrogati.

Aspetto, quest’ultimo, che il M5s ha condiviso con il governatore – ha fatto molto discutere l’emendamento a firma Toma-Greco - tanto da rendere alquanto difficile la convergenza tra i due gruppi politici di opposizione su uno stesso documento. Da solo il Pd non può presentare la mozione di sfiducia – servono 5 firme – avrebbe quindi bisogno di una sponda tra i pentastellati, che invece i numeri, per depositare l’atto, ce li hanno da soli. Altra storia per l’approvazione.

Nessuna suspence, infatti, sull’esito del voto, visto che con l’azzeramento di Giunta, la nomina temporanea di un 'esecutivo a uno', composto dal solo Maurizio Tiberio - appena tornato a fare il consulente del governatore - e nomina della nuova Giunta a quattro, Toma ha pressoché azzerato l’opposizione interna. A partire da Aida Romagnuolo, che da poco nominata segretaria dell’Ufficio di presidenza del Consiglio, sta votando tutti i provvedimenti. Anche in vista del turn-over di metà legislatura, quando sarà rimessa in discussione la poltrona di presidente del Consiglio e si tornerà a parlare di allargamento a 5 dell’esecutivo.

Lo stesso Michele Iorio, che ha preso le distanze dall’esecutivo e dalla maggioranza, la mozione di sfiducia a Toma non dovrebbe votarla. Non perché non ne condivide la linea. Ma perché, lo ha detto, in un periodo di emergenza come quello che il Molise e il Paese stanno vivendo, non è tempo di presentare mozioni di sfiducia. Anche perché i numeri non ci sono. Strategia, dunque. 

C.S.

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