Coronavirus, boom di contagi tra i Rom. Gravina: funerale non autorizzato, sugli assembramenti si indaga

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In merito a quello che è successo il 30 aprile, con l’assembramento di un gruppo di persone al momento in cui la salma di un defunto della comunità è stata caricata in auto, e poi davanti al cimitero, con il fuggi fuggi all’arrivo delle forze dell’ordine. Il chiarimento del sindaco di Campobasso e la notizia di altri tamponi positivi nel capoluogo. Test anche ai cittadini che potrebbero essere entrati in contatto con gli infetti


CAMPOBASSO. Boom di contagi da Coronavirus nella comunità Rom di Campobasso: ora sono 36, con 15 altri tamponi positivi che hanno fatto seguito ai 21 di ieri. La notizia, insieme a quella di 1 altro caso ancora in città, appartenente a un cluster noto e di 3 test positivi alla Scuola carabinieri di Campobasso, è arrivata durante la videoconferenza del sindaco Roberto Gravina, convocata per chiarire quello che è successo il 30 aprile.

Carte alla mano il primo cittadino ha ricostruito le tappe del giorno in cui si è svolta la benedizione e la tumulazione della salma di un esponente della comunità Rom, all’interno del cimitero di San Giovanni e alla presenza dei congiunti stretti. Non c’è stata invece nessuna cerimonia funebre, durante il lockdown non era consentita. “Ma avevano chiesto di fare il funerale nella chiesa di San Pietro, che non è stato ovviamente autorizzato”, ha affermato il primo cittadino. Che ha poi commentato il video in cui si vede un assembramento di persone “in via Liguria e non in via Sant’Antonio Abate”, ha precisato, mentre la salma viene caricata in auto. Altre persone, una decina, ha quindi specificato Gravina, erano invece presenti davanti al cimitero e sono fuggite quando sono arrivate le pattuglie delle forze dell’ordine. Soltanto una è stata bloccata e sanzionata.

Le immagini girate in via Liguria, da una persona che a quanto ha raccontato le aveva mandato a pochi amici, ma che ieri sono diventate virali, sono state acquisite dalla Polizia, insieme a quelle girate davanti al cimitero. Le persone presenti nell’assembramento sono state quasi tutte identificate e l’indagine avviata dalla Questura è in corso.

“Alla tumulazione – ha rimarcato il sindaco – erano presenti in pochi. Qualcuno si è lamentato parlando di differenziazioni di trattamento nei confronti dei Rom, perché non ha partecipato a esequie di parenti anche stretti, per timore o perché non era ben chiaro cosa prevedeva il Dpcm. Ben diverso il caso di un cittadino di Campobasso, che non ha potuto assistere alla tumulazione della mamma, morta per il Coronavirus, perché a sua volta malato e in quarantena”.

Sta di fatto che di certo qualcosa non ha funzionato, come testimoniano i 37 contagi tra i rom, 15 oggi, 21 ieri, 1 l’altro giorno, quello di una giovane donna ricoverata all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso. Da qui la decisione di sottoporre a tampone tutta la comunità; fino ad ora sono stati eseguiti una sessantina di test, partendo da chi ha avuto contatti con i contagiati. La scelta dei primi tamponi da eseguire è avvenuta sulla base di quanto comunicato dagli stessi Rom e sulla base della catena epidemiologica che Asrem e Dipartimento di prevenzione stanno ricostruendo.

I tamponi saranno somministrati anche ai cittadini entrati a contatto con i Rom, magari perché residenti negli stessi palazzi. A loro l’invito del sindaco a contattare i medici di famiglia e l’Asrem, che intanto già sta svolgendo la mappatura consueta.

Nella sua conferenza stampa Gravina ha risposto anche a domande sull’eventuale utilizzo di strutture, provvisorie o alberghi, per isolare i nuovi contagiati. “Al momento non mi risulta siano state individuate, pur avendo scritto a Prefettura e Protezione civile per conoscere eventuali disponibilità e non vogliamo certo ghettizzare cittadini che sono nati a Campobasso, anche per l’impegno assunto dal loro 'capo' a restare in quarantena”. Isolamento sul quale vigileranno, in maniera rigorosa, le forze dell’ordine. 

Ma da dove è arrivato il contagio? Le ipotesi sono varie, la più accreditata, ha detto Gravina, potrebbe essere relativa al rientro a Campobasso di una persona dal Nord.

Rischio di Campobasso Zona rossa proprio ora che era appena iniziata la Fase due? Su questo il sindaco non si sbilancia. “Se i numeri vanno oltre la comunità Rom, che come sappiamo non ha molti contatti esterni, la considerazione è diversa. Devo sentire il governatore Toma, chiederò anche di partecipare alla prossima riunione della Task-force". Sta di fatto che dopo lo shock di ieri, il bollettino di oggi ha dato a Campobasso un altro duro risveglio. E la città, ovviamente ha paura.

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