Boom di contagi tra i Rom, paura a Campobasso. Tra speranze di ripartenza e timori di Zona rossa

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Dopo i 50 casi accertati negli ultimi giorni nella comunità. Un colpo per la cittadinanza e per gli operatori economici, che speravano di poter riaprire bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici dal 18 maggio. Attesa per le comunicazioni di Regione e autorità sanitarie


CAMPOBASSO. Riaperture anticipate al 18 maggio di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici o Zona rossa?  Questo l’interrogativo che ci si pone a Campobasso, dopo il boom di contagi da Coronavirus nella comunità Rom – 50 i casi finora accertati, con i 13 di oggi pomeriggio – forse conseguenza degli assembramenti, davanti casa di un defunto e davanti al cimitero dove doveva svolgersi la tumulazione, riscontrati il 30 aprile e testimoniati da video e foto diventati virali.

Cosa è successo esattamente, perché di certo qualcosa non è andato come doveva, lo accerterà l’indagine che è stata aperta sull’accaduto, mentre la polizia ha provveduto a identificare buona parte delle persone riprese o fotografate.

Per i cittadini di Campobasso, però, oltre all’incubo del contagio, la prima preoccupazione, c’è la paura di dover tornare alle restrizioni del lockdown, a pochi giorni dall’avvio della Fase due e mentre si parlava di possibili riaperture anticipate dal 18 maggio per il Molise, così come per le regioni con un minor numero di casi di Covid-19.

Una questione che è di sopravvivenza per i titolari delle attività economiche, che speravano nella ripartenza dopo due mesi di stop. Se questo potrà avvenire lo stabiliranno le autorità sanitarie, anche se il consistente numero di contagi degli ultimi giorni lascia non pochi dubbi.

Ma c’è al contrario il rischio che Campobasso venga dichiarata Zona rossa? “Non ho idea di provvedimenti che vorranno assumere i vertici regionali per quanto riguarda eventuali e ulteriori azioni – queste le parole del sindaco Roberto Gravina, oggi in conferenza stampa - Al momento non ho notizie in merito, personalmente non credo che la Zona rossa sia la migliore soluzione, in quanto quella Rom è una comunità che non ha molte frequentazioni con la cittadinanza in generale".
 

I contagi potrebbero essere circoscritti all’ambito dei Rom e questo “dovrebbe contenere il fenomeno". "E' chiaro - ha proseguito il sindaco - che se dovessero salire anche all’esterno, la considerazione è diversa. Ma valuteremo queste ipotesi insieme al presidente della Regione". Vigilanza massima anche per i 3 casi positivi riscontrati all’interno della Scuola carabinieri di Campobasso. Altra gatta da pelare.

C.S.

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