Deleghe, Toma tiene per sé i Trasporti. Fanelli: mossa disperata, servono garanzie di sicurezza

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Il capogruppo regionale del Pd ha chiesto al governatore se è garantito il rispetto delle prescrizioni, per autisti e passeggeri, invitando a non privilegiare le ragioni delle ditte rispetto a quelle dei lavoratori


CAMPOBASSO. Il governatore Donato Toma assegna le deleghe agli assessori ma tiene per sé quella ai Trasporti, togliendola a Vincenzo Niro, per il capogruppo regionale del Pd Micaela Fanelli si tratta “di una mossa che non appare risolutiva, ma disperata e che arriva nel momento più difficile per la mobilità molisana, pesantemente compromessa non solo dai suoi limiti storici, ma anche dall'emergenza Covid”.

“I sindacati dei trasporti – ha aggiunto la dem – si sono detti “sconcertati dal colpo di mano che resetta tutto”, con conseguente ed innegabile perdita di tempo, risorse e pazienza delle parti, con separazione della delega alle Infrastrutture, ancora in capo a Niro, a quella dei Trasporti”.

“Con la fine del lockdown e la ripresa ordinaria delle attività scolastiche e lavorative che si avrà nei prossimi mesi – ha affermato ancora Fanelli - il settore ha, infatti, urgente necessità di essere ripensato fin dalle sue fondamenta e Toma, probabilmente, o immagina di essere lui “l’uomo della provvidenza su gomma e ferro” o forse vuole congelare la delega, promettendola ad un quinto assessore o ad un consigliere delegato”.

Intanto, precisa ancora il capogruppo del Pd, arrivano denunce dei sindacati sulle presunte inadempienze dei gestori locali che, in alcuni casi, non rispetterebbero appieno le normative per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19. “Il Consiglio regionale, con l’approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità – la puntualizzazione - ha concesso il mantenimento del 70% del costo chilometrico alle imprese convenzionate, a fronte di una riduzione del 76% delle corse. Noi abbiamo votato contro l'intera manovra e sul punto abbiamo chiesto quanto meno la restituzione degli incassi degli abbonamenti di marzo agli utenti, disposizione che sembra entrerà nelle salvaguardie disposte dalle norme nazionali. Cosi come il riconoscimento fino al 100% alle ditte, qualora l'aiuto di stato sia autorizzato dall'Ue”.

Nel frattempo molti autisti sono rimasti senza stipendio o sono in cassa integrazione. Da qui l’appello al governatore ad agire affinché la Regione non paghi due volte, con la Cig ai lavoratori e con il versamento alle aziende comprensivo anche dei contributi per la cassa integrazione.

Le altre domande poste a Toma riguardano il rispetto delle norme di sicurezza di autisti e viaggiatori. “Rispondono al vero le domande di Fanelli - le denunce in ordine all'eccessivo numero di passeggeri trasportati, all'inosservanza della sospensione dell’attività di bigliettazione a bordo, alla mancata ottemperanza da parte delle imprese degli obblighi concernenti le operazioni periodiche di igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei mezzi pubblici e delle infrastrutture?"

Quindi gli interrogativi sulla presenza dei dispenser di disinfettate, sulla presenza di un doppio agente a bordo per controllare il rispetto delle misure di igiene e distanziamenti fisico e sulla rilevazione della temperatura corporea. Ultima questione il piano dei servizi minimi, per evitare il taglio di un servizio essenziale ai comuni che rischiano di essere fuori dai collegamenti, anche in vista della ripartenza di settembre.

“Chiediamo che la Regione e il presidente Toma si attivino immediatamente – conclude Micaela Fanelli - per risolvere ogni problema, fugando ogni dubbio sul rispetto delle leggi e soprattutto che, almeno in questo caso, quando di mezzo c’è la salute di autisti e viaggiatori, intendano favorire le ragioni di questi ultimi invece di quelle delle aziende di trasporto convenzionato, alcune delle quali da troppo tempo godono di una ingiustificata condizione di privilegio, senza garantire, già prima dell’emergenza sanitaria, un servizio di trasporto adeguato e dignitoso”.

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