Fase 2, serrande chiuse per i ristoratori molisani: misure più morbide o non riapriamo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Da Campobasso e da Isernia la voce unanime del Movimento imprese ospitalità: si adotti il modello Emilia-Romagna


CAMPOBASSO/ISERNIA. Tutta Italia sta per entrare nel vivo della Fase 2, con la riapertura di diversi esercizi commerciali, tra cui bar e ristorazione, prevista per il 18 maggio. La Regione Emilia-Romagna, però, ha deciso di non seguire le linee dettate nel documento redatto dall’Inail - dove oltre alla prenotazione e altre disposizioni per le zone marittime si parla anche del servizio ai tavoli, specificando la distanza di 4 metri tra un tavolo e l’altro e di 2 metri di tra le persone - e ne ha redatto autonomamente un altro, ritenuto più morbido anche sulle misure di distanziamento: si parla della necessità di mantenere ‘solo’ un metro di distanza tra le persone sedute al tavolo. A questo spirito si sono uniti anche i ristoratori molisani che, in attesa del flash mob di protesta organizzato – salvo contrordini – per sabato 16 maggio a Campobasso, hanno redatto e inviato una lettera al governatore Donato Toma. L’obiettivo è quello di far sentire la stessa voce e le stesse richieste che quel giorno verranno anche da Roma, Bologna e Firenze, altre città in cui la manifestazione è già stata autorizzata.

”In Molise i ristoranti non riapriranno il 18. Su questo siamo estremamente compatti. E non riapriranno fino a quando non saranno riaperti anche i confini regionali”, spiegano i portavoce dei ristoratori molisani. Che scrivono a Toma: “A nome nella M.I.O. (Movimento imprese ospitalità sezione Molise) che Lei già ben conosce per una precedente video conferenza sulle scottanti tematiche del settore turistico, con la presente faccio seguito ai contatti intervenuti con la sua segreteria per rappresentarle quanto segue”, si legge nella nota a firma di Domenico Ruggeri.

“Come ben saprà, le linee guida Inail a livello nazionale hanno predisposto degli standard di sicurezza e di distanziamento troppo restrittive e, dunque, troppo onerose e sacrificanti per il settore ristorazione. La regione Emilia Romagna ha adottato invece delle misure maggiormente permissive, che comunque garantiscono la sicurezza dei nostri clienti. Le ho allegato pertanto per maggiore velocità, le linee guida della regione Emilia Romagna con la speranza che anche lei voglia, venendoci incontro, predisporre una linea simile che ci consenta di non perdere ulteriormente risorse. Vorrei pertanto che ci accordasse, con la sua solita disponibilità in ulteriore video conferenza per consentirci di esplicarle meglio le criticità delle linee Inail e le nostre ragioni”, chiedono i ristoratori molisani.

“Nella lettera a Toma chiediamo di attuare il protocollo dell’Emilia Romagna – ha affermato Matteo Miucci, come riportato da quotidianomolise.com – siamo compatti e abbiamo deciso di non riaprire il 18 perché non siamo pronti. Ad oggi non ci sono linee guida ufficiali e anche se fossero emanate domani non ci sarebbe il tempo per la sanificazione. Inoltre abbiamo detto anche chiaramente che non riapriremo fino a quando non ci sarà la riapertura dei confini regionali e la possibilità per le persone di muoversi, cosa che stando alle ultime dichiarazioni di Conte non avverrà prima del 1 giugno. Non hanno senso queste riaperture anticipate”. E anche da Isernia arriva la notizia della partecipazione alla protesta da parte di diverse attività: lo ha confermato a isNews Carlo Pagano, titolare di un notissimo ristorante nel centro cittadino.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook ufficiale

isNews è anche su Telegram: clicca qui per iscriverti

Per ricevere le nostre notizie su Whatsapp, invia ISCRIVIMI al numero 3288234063 e salvalo in rubrica!

Change privacy settings