Coronavirus e riaperture, il Pd attacca Toma: parla come un ‘guru’ che vende corsi di autostima

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In merito al ritardo con cui è stata annunciata la ripresa delle attività, comunicata ai commercianti solo ieri sera alle 22. Ma il governatore rigetta le accuse: “si fanno sempre le critiche del giorno dopo e mai le proposte del giorno prima”


CAMPOBASSO. L’Italia e il Molise provano a tornare alla vita come era prima del lockdown, ma il governatore del Molise Donato Toma ha comunicato le riaperture anticipate soltanto domenica sera alle 22.

E’ quello che ha evidenziato la segreteria regionale del Pd, che attacca il governatore per il modo in cui ha gestito la comunicazione. Oggi per l’Italia è un giorno storico, si torna o si prova a tornare alla vita come era prima del lockdown.

“Per noi qui in Molise questa giornata ha tutto il sapore dell’assurdo – hanno affermato i dem - Siamo ‘sorvegliati speciali’ dal Governo nazionale, perché mentre in tutte le altre regioni il numero dei contagi calava e quello dei guariti cresceva da noi c’è stata una impennata di contagi a Campobasso e Termoli, per i quali ancora non sono state ricostruite puntualmente le catene di contatti e relazioni avute dalle persone coinvolte. Campobasso e Termoli sono le città dove la maggior parte dei molisani si reca per lavoro o per le spese. Nonostante questa palese situazione di pericolo Toma ha deciso di riaprire tutto. Decisione che dimostra ancora una volta la sua inadeguatezza nel gestire questa emergenza, inadeguatezza nei modi, nei tempi e nei contenuti”.

Quindi la critica sulle modalità. “L’annuncio della riapertura per le attività commerciali è avvenuto ieri sera intorno alle 22 – ha rimarcato ancora la segreteria del Pd e quello che più stupisce è che il presidente ha chiesto agli esercenti di riaprire le loro attività questa mattina, ma dotandosi di autocertificazione e documento di valutazione dei rischi. Ora, per quanto i nostri commercianti siano dotati di buona volontà e lo hanno dimostrato sanificando e predisponendo i locali dei loro negozi, ma come potevano in una manciata di ore, per giunta di notte, potersi procurare i documenti richiesti?"

“In ultimo, ma non per ultimo l’inadeguatezza del nostro presidente è palese anche nel suo modo di comunicare. Nel messaggio di ieri, diffuso tramite il suo profilo Facebook (quando invece sarebbe stato meglio inviarlo ai presidenti delle associazioni di categoria, magari corredato dal modulo per l’autocertificazione così da raggiungere a cascata ogni singolo esercente seppure non dotato di Facebook) il nostro Toma per la gestualità ed il modo di usare la voce, ricorda quei guru televisivi che offrono corsi di autostima a 100 euro. Prepariamoci a camminare con lui – conclude il Pd - sui carboni ardenti”.

Non si è fatta attendere la replica di Toma, contenuta in un videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook: “Pd e M5s fanno sempre le critica del giorno dopo e mai la proposta del giorno prima”. Quindi il chiarimento sui tempi. “Ho atteso che il presidente del Consiglio Conte pubblicasse il decreto con il quale consentiva alle Regioni di decidere sulle riaperture di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici e subito dopo ho assunto la mia ordinanza. Se ritardo c’è stato è da attribuire al Governo di colore cangiante – ha concluso. Questo è il governo del fare e fare bene siamo riusciti a portare a casa questo risultato”.

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