Isernia, opposizioni a testa bassa: Giampiero Mancini isolato politicamente

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I 15 consiglieri di minoranza controreplicano al delegato al Bilancio: “Delirio di onnipotenza, ma la sua risposta non è stata condivisa dalla Giunta e dalla maggioranza”


ISERNIA. È una risposta al vetriolo, quella dei quindici consiglieri di opposizione al Comune di Isernia al delegato al Bilancio Giampiero Mancini, che aveva bollato una serie di proposte a loro firma come “antipasto di campagna elettorale”.

In un nuovo documento firmato da Ritapaola Formichelli, Gianni Fantozzi, Giovanni De Marco, Vittoria Succi, Tiziana Pizzi, Salvatore Azzolini, Enzo Di Luozzo, Mario Antonelli, Raimondo Fabrizio, Filomena Calenda, Giovancarmine Mancini, Mino Bottiglieri, Francesca Bruno, Stefano Testa e Gianluca Di Pasquale, l’accusa è di “delirio di onnipotenza”, avocazione a sé dei poteri del sindaco, degli amministratori e della Giunta, “senza particolari titoli o competenze tali da consentirgli risposte di quel tenore”. Non solo: dal punto di vista politico Mancini sarebbe una voce isolata: secondo i 15 consiglieri, infatti, “la replica non risulta condivisa dagli assessori, né dagli altri consiglieri di maggioranza; è dunque facile supporre che ha cercato un momento di notorietà, magari in vista di una carica alla quale pensa di aver diritto, forse per discendenza. Sarà la moda di un uomo solo al comando, ma forse è opportuno ricordare al consigliere che non è il sindaco, non è la Giunta e non è neanche assessore! A che titolo risponda a delle proposte costruttive formulate da 15 consiglieri di opposizione tacciandole come insostenibili e ridicole, non lesinando toni offensivi ed inopportuni non è dato sapere. Ma si sa, nell'idea medievale di società del consigliere Giampiero Mancini dove cariche e lavori si tramandano, tutto ciò che viene democraticamente proposto è un atto di lesa maestà o, al massimo, una propaganda elettorale”.

Nel merito, i 15 sottolineano come la richiesta di annullamento della Tari per le attività che hanno subito i provvedimenti di chiusura, “sia possibile, legittima, lecita e perfettamente conforme alla legge. Mancini dovrebbe studiare anche per il ruolo che si pregia di ricoprire! Non si chiedono deroghe, ma applicazione di principi codificati anche nel Codice Civile. Inoltre, siamo sicuri che il concessionario avrebbe volentieri discusso con l'amministrazione, per cui il consigliere Mancini dovrebbe spiegare alla cittadinanza tutta perché, visto il suo potere, impedisce al sindaco e all'assessore competente di valutare qualsiasi proposta. Ma chi è questo consigliere che ci sta dicendo che l'assessore non conta nulla e deve sottostare al suo volere politico? Perché nella sua risposta di tecnico non c'è nulla, ma solo politica”. Quanto alla tassa sulle insegne – continuano le opposizioni - è impossibile abolirla in virtù di una legge di rango superiore, ma Mancini dimentica poi il regolamento comunale”.

Poi l’accusa sulle tasse: “La riduzione non è possibile non perché al Comune verrebbero meno le entrate per i servizi essenziali, ma perché quest'amministrazione ha sempre e solo aumentato le tasse, pur non essendocene necessità, visto che la riduzione era stata prevista già dalla precedente amministrazione. Ma egli, che è quello che evidentemente detta le scelte politiche di quest'amministrazione, non ha considerato che forse una diminuzione garantirebbe degli introiti certi mentre un aumento (perché ci sarà l'aumento) costringerà molti a non poter pagare affatto”.

Quanto alla Tassa di occupazione del suolo pubblico, la proposta dei consiglieri di opposizione “secondo Mancini era insostenibile e ridicola ma poi, guarda caso, il Decreto Rilancio ha sancito proprio ciò che noi avevamo chiesto. E qui c'è tutta la differenza tra l'amministrare, il fare ed il semplice limitarsi ad applicare ciò che decidono altri”. Ancora, sui parcheggi a pagamento: “Sostenere che un annullamento è possibile solo di fronte a inadempienze della ditta è giuridicamente errato e sostanzialmente fasullo. Le inadempienze sono sotto gli occhi di tutti! E infine la motivazione che annullare il contratto significherebbe incentivare la mobilità è follia pura. Così, tanto per conoscenza, ricordiamo che città come Napoli e Roma hanno sospeso le soste blu e, forse, hanno un po’ più di mobilità rispetto a Isernia”.

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