Ospedale Covid in Molise e ripresa dei servizi sanitari sospesi: approvata la mozione del Pd

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Dal Consiglio comunale di Campobasso, con i voti favorevoli dei dem e del M5s e di alcuni esponenti di centrodestra. Chiesta anche una campagna di screening a tappeto, con tamponi e test sierologici. Il voto nella riunione di oggi dell’assise civica, riunita in videoconferenza


CAMPOBASSO. Un ospedale Covid in Molise, per curare i pazienti contagiati dal Coronavirus e per consentire al ‘Cardarelli’ di Campobasso e negli altri ospedali regionali la ripresa, in assoluta sicurezza per personale e pazienti, di tutti i servizi e le attività sanitarie sospese o depotenziate a causa dell’epidemia.

E’ quello che prevede la mozione, presentata dai consiglieri comunali del Pd e della Sinistra, prima firmataria la dem Alessandra Salvatore e approvata con i voti del centrosinistra e del M5s, oltre che del consigliere di centrodestra Massimo Sabusco e degli esponenti della Lega Alberto Tramontano e Alessandro Pascale. Ad astenersi la leghista Maria Domenica D’Alessandro, mentre hanno votato contro i consiglieri di Forza Italia, Popolari per l’Italia e Fratelli d’Italia.

Mozione che invita anche il governatore del Molise Donato Toma ad adottare tutti gli atti organizzativi e dispositivi, per assicurare immediatamente il ripristino delle prestazioni sanitarie, ospedaliere ed ambulatoriali, necessarie per la cura di tutte le patologie diverse da quella legata ad infezione da Covid 19. Ma anche tamponi a tappeto, magari facendo seguito all’effettuazione dei test sierologici, secondo le priorità legate all’attività svolta e alla concreta esposizione al rischio contagio.

“Su nostra iniziativa – hanno dichiarato i consiglieri di centrosinistra Salvatore, Trivisonno, Chierchia e Battista – si leva dal Consiglio comunale una voce forte, anche se purtroppo non unanime, che interpreta le esigenze dell’intera comunità cittadina e regionale".

Sostegno pieno del M5s, come ha chiarito il capogruppo Antonio Vinciguerra. “Tutti noi abbiamo la stessa sensibilità rispetto al problema proposto e ben venga questa mozione, approvando la quale cerchiamo di dare ulteriore forza e voce alle giuste richieste della popolazione che rappresentiamo. Oltre al disagio e al dramma del Covid-19 – ha aggiunto Vinciguerra - c’è stato anche quello di chi in questi mesi si è dovuto sottoporre ad operazioni ed interventi e non è potuto rimanere a Campobasso, perché nel frattempo il Cardarelli era diventato centro Covid. Quello che chiediamo è il ripristino dei servizi al Cardarelli, così come del resto fatto dal nostro sindaco in prima persona, nei giorni scorsi, con la nota inviata al Ministro Speranza.”

Sui tamponi e i test sierologici la precisazione del pentastellato Antonio Musto. “In Molise è mancata una programmazione su questo aspetto dell’emergenza sanitaria – ha detto - Senza lanciare accuse, ma solo per riflettere compiutamente sul presente e sul futuro, abbiamo rischiato di avere molti altri cluster, che andavano controllati attraverso una più precisa programmazione regionale. L’Asrem ha detto che dal 1° giugno riprenderanno le attività extra Covid al Cardarelli - ha aggiunto Musto - però rinvia ai dirigenti responsabili la programmazione di tutte le attività preventive per rendere ciò possibile, quando, invece, l’Asrem avrebbe dovuto fornire in prima persona ai responsabili i percorsi in sicurezza. Si è arrivati, invece, a chiedere ai responsabili di preparare la cartellonistica adeguata per i percorsi di sicurezza all’interno del Cardarelli.”

“Da sindaco della città di Campobasso – le parole di Roberto Gravina - il dito contro l’Asrem o la Regione non lo abbiamo mai puntato, comprendendo le problematiche dell’emergenza. Abbiamo, invece, inviato ad aprile una nota ad Asrem e Regione dove accennavamo, in maniera circostanziata, le nostre preoccupazioni in relazione alla necessità, già da allora avvertita, di dover garantire il ritorno alla normalità delle prestazioni che non rientrano nella gestione Covid e per far riprendere, a titolo d’esempio tutt’altro che secondario, la terapia intensiva dei pazienti non Covid. Di fatto, ad oggi, l’offerta sanitaria dell’Ospedale Cardarelli è un’offerta monca, che preoccupa i cittadini e coloro che devono farsi curare”.

“Alla prima nota che inviammo – ha aggiunto il sindaco - non ci fu nessuna risposta, per cui qualche giorno fa ho interessato il Ministro Speranza. Bisogna farsi trovare preparati ad eventuali seconde ondate del virus e in tutta Italia si sta ragionando proprio per strutturarsi ad affrontare, eventualmente, tutto ciò, questa volta senza condizionare l’assistenza sanitaria costante per i pazienti non Covid. C’è tanta gente che ha rinunciato in questi mesi a curarsi e a farsi visitare - ha concluso Gravina - per paura o impossibilità di frequentare l’ospedale Cardarelli.”

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