Click day per i contributi a fondo perduto: l’ombra del Tar sui bandi

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Sul piede di guerra le associazioni di pmi, artigiani, commercianti e cooperative, che invitano la Regione a rivedere i meccanismi di presentazione delle domande, senza escludere il ricorso. La procedura telematica a sportello una lotteria della fortuna, cui si aggiunge l’ulteriore obbligo della firma digitale, con la corsa alla chiavetta negli uffici delle Camere di Commercio, tra rischio assembramenti e scarsa disponibilità dei dispositivi


di Pasquale Bartolomeo

CAMPOBASSO. È una bocciatura a 360 gradi quella dei rappresentanti di piccole imprese, commercianti e artigiani, al metodo seguito dalla Regione Molise per i recenti bandi di assegnazione di contributi a fondo perduto post Covid-19. Al punto da non escludere la strada del ricorso al Tar per bloccarne l’esecuzione, in quanto ritenuti poco meritocratici nelle procedure di assegnazione prefissate.

Sotto la lente di ingrandimento c’è il famigerato ‘click day’, di cui isNews si è occupata a più riprese. Un meccanismo mediante il quale chi riesce a inviare la domanda per primo dalla piattaforma informatica regionale ha la meglio su chi invece tarda nella presentazione. In una lunga nota Confcommercio, Casartigiani, Cna, Confartigianato imprese, Unione regionale artigiani-C.l.a.ai. e Confcooperative criticano questo sistema per accedere ai contributi.

“Come più volte evidenziato al presidente della Regione Donato Toma e all’intera struttura operativa da tutte le organizzazioni datoriali e anche tramite il Consiglio della Camera di Commercio del Molise nella sua unanimità – scrivono le associazioni di categoria - il problema è che in pochi minuti vengono esauriti tutti i fondi a disposizione (quando l’arco temporale di invio è un mese) cosicché, per numerose richieste di partecipazione - per le quali magari si era faticosamente lavorato in fase progettuale - non c’è alcuna speranza, data anche l’esiguità dei fondi stessi. Le piccole imprese, tra l’altro le più penalizzate, sostengono dei costi per avanzare la loro richiesta e accedere al contributo, spesso con scarsissimi risultati”.

A ciò si aggiunga la particolare complessità dei bandi, “nonostante la situazione di criticità in atto – ancora le associazioni - richiedesse semmai velocità e semplificazione delle procedure. Il rammarico più grande è constatare, ancora una volta, come non siano state prese in considerazione le richieste di chi rappresenta le categorie produttive e commerciali, della ricettività turistica e del mondo del lavoro in generale; atto gravissimo, se si considera che è d’obbligo costruire il futuro di questa Regione in una rete d’insieme”.

Sotto accusa è il fatto che, nell’attuale fase d’emergenza, il metodo della procedura a sportello tramite click day non premierebbe la bontà e la fattibilità delle richieste delle piccole e medie imprese, ma piuttosto la velocità di connessione. Non solo: nell’ultimo recente avviso pubblico di sovvenzioni a fondo perduto di piccola entità per pmi sospese o in grave calo di fatturato si è aggiunta anche un’ulteriore grana: l’obbligo per le stesse di dotarsi di dispositivo di firma digitale. “È un dato certo – continuano le associazioni di categoria - che le piccole e piccolissime imprese artigiane e commerciali (ditte individuali), non hanno in dotazione tali dispositivi. Per dotarsene dovrebbero recarsi con urgenza presso le sedi di Campobasso e Isernia della Camera di Commercio del Molise, già in crisi da diversi giorni per lo spropositato numero di richieste pervenute. Senza aver tantomeno avuto un confronto con la stesso ente camerale, che è evidente non può avere una giacenza illimitata di dispositivi elettronici. Si consideri che siamo ancora in una fase di emergenza Covid, benché sotto controllo, e le disposizioni normative in atto non consentono la formazione di file e assembramenti di persone. Ciò detto, per evidenziare ancora una volta come chi decide o sceglie tali soluzioni non sia affatto sensibile né alla situazione in atto né alle esigenze del sistema imprenditoriale”.

Tra le altre cose, nel bando precedente – quello rivolto alle pmi con fatturato superiore a 200mila euro - nulla di tutto ciò era stato previsto. “Nulla di più discriminante – tuonano Confcommercio e gli altri - dal momento che parliamo di una Regione dove la connettività non è uguale in tutto il territorio e le difficoltà delle pmi sono oltremodo palpabili. Considerati i tempi davvero troppo stretti tra la richiesta dei dispositivi digitali e le proposte delle pmi da inserire sul portale della Regione (Mo.SEM), chiediamo con cortese sollecitudine di rivedere i meccanismi di presentazione delle domande, evitando la corsa all’acquisto delle chiavette di firma digitale e rendendo le procedure meno complesse e più accessibili, incrementando semmai le dotazioni finanziarie dei relativi fondi. La Regione Molise adotti perciò un sistema più pratico e semplificato nella gestione di tali fondi, scrivendo insieme alle organizzazioni di categoria le linee guida per procedimenti equi e opportuni, senza obbligare le imprese a partecipare a questa sorta di ‘lotteria della fortuna’”.

“È evidente – concludono le associazioni - che la responsabilità di tutto ciò e da addebitarsi esclusivamente al mancato confronto e alla supponenza della Regione Molise, per aver gestito in modo cosi superficiale questa iniziativa a favore (?) delle imprese. Le scriventi organizzazioni prendono quindi le distanze da queste procedure valutando, al contempo, l’eventualità di bloccare i due bandi attivati tramite ricorso al giudice amministrativo”.

 

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