Vietri Covid Hospital: Giustini preme sul Ministero della Salute e punta dritto a Speranza

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Altri importanti passi in avanti sul percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale in funzione di una emergenza sanitaria che non può ancora dirsi superata. In attesa del pronunciamento del capo del dicastero alla salute, il commissario ad acta alla sanità molisana ha ottenuto la conferma dell’interessamento alla proposta di attivazione a Larino del centro Covid da parte del viceministro alla salute Pierpaolo Sileri e un primo interessamento anche della struttura che coadiuva il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli


CAMPAOBASSO-LARINO. Continuano senza sosta gli incontri romani del Commissario ad acta Angelo Giustini, intenzionato a portare a compimento il progetto di realizzazione del Covid Hospital all’Ospedale Vietri.

La strada tracciata porta direttamente al Ministro della Salute Roberto Speranza, dal quale dipende il via libera decisivo, legato soprattutto al reperimento delle risorse utili per poter compiere gli investimenti necessari al fine di dotare il nosocomio frentano, oggi ospedale di comunità, di reparti, apparecchiature e personale medico-infermieristico.

La discesa della curva dei contagi e l’avvio al processo di normalizzazione rappresentano per il sistema sanitario un momento propizio per poter agire allo scopo di non farsi trovare impreparato in vista di una possibile seconda ondata di contagi in autunno, una eventualità confermata negli ultimi giorni dagli esperti.
Di questo ne è convinto il commissario Giustini che sta intensificando i suoi rapporti di collaborazione con la struttura tecnica al Ministero della Salute, con i rappresentanti politici in seno al dicastero e all’interno del dipartimento nazionale di Protezione Civile. Una doppia strada, quella intrapresa dal generale, che lo ha portato negli ultimi giorni ad ottenere la conferma dell’interessamento al progetto del centro Covid a Larino, da parte del viceministro Pierpaolo Sileri, e un primo interessamento anche da parte della struttura che coadiuva il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Ciò che fa bene sperare in questa vicenda è l’ampia convergenza che si registra sulla necessità di separare gli ospedali Covid da quelli non Covid e in tal senso decisivo è stato il pronunciamento a maggioranza del consiglio comunale di Campobasso che ha raccolto le preoccupazione dei medici del presidio ospedaliero di contrada Tappino e ha votato la mozione proposta dal PD, con la quale si chiede al governo regionale di ripristinare le prestazioni sanitarie ordinarie, paralizzate in questi mesi di emergenza, e di superare l’attuale gestione dell’ospedale Cardarelli come centro misto per pazienti Covid e non; elemento che ha creato preoccupazione non solo tra il personale sanitario ma anche tra gli stessi cittadini e pazienti, molti dei quali sono stati costretti per un lungo periodo a rinunciare alle cure per il blocco delle prestazioni o per il timore di restare contagiati.

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