Cassa in deroga: i numeri della Cisl che allarmano. D'Alessandro: "Così ripartenza impossibile"

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Mancanza di confronto e il perdurare dei ritardi nel dare risposte a migliaia di lavoratori in difficoltà a causa dell’emergenza Covid rischiano di aggravare il processo di rilancio del Molise. Un esempio che vale per tutti è il pagamento della cassa integrazione in deroga, che a causa dei ritardi degli uffici regionali procede oltremodo a rilento, come testimoniano i dati aggiornati del sindacato e riportati all’interno


CAMPOBASSO. “La gestione dell’emergenza Covid e delle conseguenze sull’economia da parte del governo regionale avrebbe dovuto essere molto più decisa, razionale e tempestiva”.

A sostenerlo è il coordinatore regionale della Cisl Antonio D’Alessandro, per il quale “risulta incomprensibile il metodo portato avanti dal governatore Toma già a partire dall’inizio della pandemia, un comportamento che ha costretto le organizzazioni sindacali a denunciare più volte l’assoluto disinteresse nei confronti delle relazioni sindacali e l’anomala gestione delle diverse fasi dell’emergenza CoronaVirus.

Il governatore – denuncia D’Alessandro - ha arrogato a sè deleghe importanti e ruoli decisionali, evitando di confrontarsi su problematiche urgenti come la gestione del periodo di quarantena, la salvaguardia dei lavoratori e la ripresa delle attività economiche; questioni che continuano ad essere appannaggio esclusivo dei soliti potentati locali e che sono relegate nelle segrete stanze dei palazzi della Regione; pertanto – incalza il segretario della Cisl - non è dato sapere quali siano i provvedimenti che ricadranno sulla popolazione, se esista e quale sia la programmazione regionale nel breve e lungo periodo e, in definitiva, quale futuro attenda la regione. Da parte nostra, non possiamo che sottolineare il gravissimo ritardo del Molise in materie che meritano invece un’attenzione particolarmente urgente, come ad esempio l’avanzamento delle procedure di riconoscimento e di pagamento dei trattamenti di cassa integrazione in deroga, carenza che perdura ormai da troppo tempo e che è ritenuta ormai intollerabile e insopportabile per i lavoratori che, legittimamente, rivendicano l’assegnazione di tali risorse per il sostentamento delle proprie famiglie".

I DATI SUI NUMERI DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN MOLISE: SCARICA QUI IL FILE

"È necessario inoltre – continua D’Alessandro - trovare soluzioni urgenti in merito alle determinazioni assunte nei confronti dei soggetti contrattualizzati con lo strumento dei lavori flessibili o stagionali, rimasti anch’essi senza alcun sostegno al reddito. È essenziale utilizzare l’esperienza acquisita nella difficoltà della pandemia per rilanciare il nostro territorio, come l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione per rilanciare l’economia dei piccoli borghi come quelli molisani. Tuttavia, le difficoltà nel campo delle comunicazioni telematiche sono grandi e diffuse in tutto il territorio, con ripercussioni sul piano economico, familiare ed educativo, limitando di fatto l’utilizzo dello smart working e le altre opportunità che la rete mette a disposizione. È ormai indifferibile un deciso intervento diretto al potenziamento della rete, purtroppo non più in mani pubbliche, per superare l’anacronistico isolamento dei piccoli paesi e dei borghi molisani".

"Serve necessariamente definire il ruolo della Commissione Tripartita Regionale che ha sempre svolto una funzione terminante in fase concertativa di proposta, verifica e valutazione in merito al sistema formativo e alle politiche del lavoro di competenza regionale. Un progetto di sviluppo del territorio manca da anni. È necessario ridefinire – ragguaglia ancora D’Alessandro - un’organizzazione adeguata della rete sanitaria, culturale, educativa, sociale, nonché dei servizi relativi al trasporto ed ai sistemi di comunicazione, al fine di porre rimedio ai danni di una disoccupazione crescente e galoppante".

"L’Istituto Ambrosetti – spiega il sidnacalista - prevede per il 2020 una riduzione del PIL nazionale del 7,5% sempre che non si debba tornare alla fase 1 di quarantena e ad una situazione ancor più drammatica. Una circostanza analoga a quella attuale è stata vissuta in Italia nel 1867, in cui si combatteva la terza guerra d’indipendenza, e fra il ‘43 e il ’45, nell’immediato dopoguerra; quindi, si può affermare che stiamo rivivendo uno scenario post bellico. Non sappiamo dove potranno essere reperite le necessarie risorse economiche che permetteranno alle attività produttive di tornare a livelli ante Covid e un’importante fonte di liquidità è rappresentata dall’Europa che, finalmente, sembra abbia intenzione di distribuire risorse a supporto del capitale circolante nelle PMI e per il sostegno del sistema sanitario. I fondi, ricevendo gli anticipi dalla Commissione europea, consentiranno una relativa immediata disponibilità di risorse. Le Regioni svolgeranno un ruolo fondamentale nell’utilizzo di queste possibilità ma, purtroppo, in Molise nessun tavolo di confronto, nessun vertice economico-sociale e nessun incontro di lavoro e di condivisione si è costituito in merito a possibili manovre del governo regionale e a strategie comuni nel fronteggiare le negative ripercussioni sul tessuto economico e produttivo, causate del diffondersi dell’epidemia. Nonostante le sollecitazioni da parte della Cisl, più volte avanzate ormai da anni, lo sconforto per l’assenza di politiche efficienti in tale direzione è grande. Oggi più che mai – conclude D’Alessandro - bisogna essere concreti nelle proposte ed efficienti nella collaborazione, valorizzando tutte le risorse che la CISL ha sempre messo a disposizione della classe politica”.

 

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