Parco nazionale del Matese, Federico interroga il ministro Costa: il Governo intervenga

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Per rimuovere gli ostacoli, concretizzando una reale occasione di sviluppo per il Molise e la Campania


CAMPOBASSO. Fare chiarezza sui ritardi delle Regioni Molise e Campania in merito all’istituzione del Parco nazionale del Matese. Il deputato del M5s Antonio Federico ha presentato un’interrogazione alla Camera al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, firmata anche dal parlamentare campano Pasquale Maglione, per chiedere qual’è lo stato dell’istruttoria e quali iniziative il Governo intende adottare, per rimuovere ogni tipo di ostacolo.

“L’istituzione del Parco nazionale del Matese – ha affermato Federico - assume un significato ancor maggiore alla luce dell’emergenza sanitaria ed economica. Da troppi anni i cittadini di due regioni, quattro province e decine di comuni, attendono la definitiva costituzione del Parco sulla cui importanza il M5s batte e ribatte da quasi dieci anni”.

Il Parco nazionale del Matese, ha aggiunto il deputato molisano - può rappresentare una svolta per una vasta area: una superficie di oltre 100mila ettari, a cavallo tra Molise e Campania, il cui valore naturalistico è stato sancito dall’Unione Europa, che all'interno del Parco ha individuato quattro aree rientranti nella Rete Natura 2000, ritenute preziose per la conservazione degli uccelli selvatici e degli habitat naturali. Una zona che accoglie 44 geositi, anche di rilievo internazionale, ed è attraversata da due antichissime direttrici, oggi percorse da migliaia di viandanti e pellegrini: la Via Francigena del Sud e la Via Micaelica.

“Per tutto questo – ha aggiunto ancora Federico - ritengo assurdo che le zone limitrofe all’area parco continuino ad accogliere impianti che ne comprometterebbero la valenza. Tecnicamente il Parco nazionale del Matese è stato istituito nel 2017, perché era e resta chiara la sua importanza all’interno di un'ampia area in sofferenza economica".

"L’Ispra ha poi presentato alle Regioni una proposta di perimetrazione e zonazione insieme a uno schema di disciplina di tutela per le diverse zone. Ora l’iter è fermo. Vogliamo capire – ha concluso - perché e vogliamo sapere quali sono le reali intenzioni delle Regioni interessate. Molise e Campania non possono, non devono perdere questa occasione di tutela e sviluppo”.

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