Click Day, flop senza precedenti. Iacovino: "Toma chieda scusa e azzeri la procedura"

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Il pasticcio targato “Molise Dati” in relazione all’avvio delle istanze di finanziamento alle imprese colpite dall’emergenza Covid, rischia di avere ripercussioni politiche e giudiziarie. Il fallimento del sistema informatico Mosem, alla prova del click day, è riuscito a far infuriare imprenditori, professionisti e consulenti mentre lo studio legale Iacovino è pronto a un’azione risarcitoria contro la regione se non dovesse essere revocata la contestata procedura. E un commercialista di Larino si sfoga: “Ho impiegato quattro ore per poter inviare le prime pratiche per conto dei miei clienti. Mi sento preso in giro e come me tanti colleghi. Devono chiedere scusa e pagare per le loro responsabilità”


CAMPOBASSO. Un pasticcio clamoroso, quello causato dalla Regione Molise a danno di migliaia di commercianti, artigiani, imprenditori e professionisti che oggi sono stati impossibilitati a poter partecipare al click day del bando da 21 milioni di euro a sostegno delle imprese colpite dall’emergenza Covid. 

Continue disfunzioni al sistema telematico Mosem hanno costretto commercialisti e consulenti ad attendere anche quattro-cinque ore prima di riuscire ad inviare le pratiche per la richiesta dei finanziamenti a fondo perduto erogati dallo Stato per mezzo della Regione.  Una figuraccia che sta scatenando polemiche all’indirizzo dei vertici della Molise Dati e dello stesso governatore Toma.

Reazioni che arrivano anche dalle associazioni di categoria, tra cui Coldiretti Molise, che in una nota esprime sconcerto per quanto accaduto. “Ci eravamo augurati – dichiara l’organizzazione - che, forti della esperienza angosciante verificatasi in occasione del famigerato Bando Impresa Sicura che aveva sollevato non pochi dubbi circa le modalità con le quali il governo gestiva lerisorse, chi avrebbe dovuto presiedere, in Molise, a garanzia del regolare svolgimento della “gara” avesse messo in campo la strumentazione adeguata.

Vero è – aggiunge Coldiretti - che la maggioranza degli imprenditori, pazientemente seduti dinanzi al proprio computer, molto prima dell’orario previsto, per collegarsi al sito gestito da Molise Dati, e procedere alle 10,00 all’invio della richiesta, si sono visti impossibilitati addirittura ad accedere al sito, oppure, dopo esserci riusciti, sono rimasti bloccati sulla pagina o, peggio, sono stati “buttati” fuori dal sito.

Decine e decine le segnalazioni che la nostra organizzazione ha ricevuto da parte di imprenditori agricoli che hanno espresso forte indignazione per come si siano svolti i fatti”. “Già il metodo del click day – denuncia Coldiretti - è di per se mortificante; per un imprenditore od un cittadino che possieda tutte le condizioni necessarie a poter fruire di un beneficio, è veramente umiliante vedersi sbattere in faccia la porta per motivi tecnici”.

Nel frattempo dallo studio legale Iacovino & Associati è partita una raccolta di adesioni tra titolari di piccole e medie imprese per un’azione risarcitoria collettiva contro la regione. Decine e decine di imprenditori che non sono riusciti a presentare domanda per ottenere i fondi a causa della fallacia del sistema informatico Mosem, già oggi si sono rivolti allo studio legale.

A tal proposito abbiamo contattato telefonicamente l’avvocato Vincenzo Iacovino che ha auspicato che da parte della regione e della governatore Toma ci sia un’ammissione di responsabilità riguardo allo spiacevole e grave episodio e che si proceda in via preventiva ad “azzerare e reiterare ex novo la procedura per l’accesso ai finanziamenti”. In caso contrario – ha aggiunto Iacovino - adiremo immediatamente con una “class action” il Tar Molise allo scopo di ottenere l’annullamento integrale della procedura”.

E nel pomeriggio abbiamo raccolto lo sfogo di un commercialista di Larino. “Ho impiegato quattro ore per inviare le prime pratiche per conto dei miei clienti. Dalle 10 fino alle 13.14 il sistema Mosem è andato continuamente in blocco” – ha confessato il professionista. “Mi sento preso in giro e come tanti colleghi. Vorrei – ha concluso – che il governatore, che peraltro è un commercialista, ci chiedesse scusa per quello che di grave è accaduto e si assumesse le sue responsabilità insieme ai vertici di Molise Dati. Oggi abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che viviamo in una regione da Terzo Mondo”.

 

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