Sanità, i consiglieri di Larino si schierano contro Toma: "Ha denigrato la città e la sua storia"

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Gli esponenti dell’amministrazione comunale, nell'imminenza del Consiglio regionale monotematico sulla sanità in programma lunedì 15 giugno, chiedono al governatore di spiegare le motivazioni per le quali l’istituzione del Covid Hospital al Vietri costerebbe 34 milioni, a fronte di 2,5 milioni necessari per il fantomatico progetto della “Torre Covid” al Cardarelli


LARINO. Il governatore Toma ha definito il progetto del Covid Hospital a Larino una “cattedrale nel deserto”; parole che hanno provocato l’ira di diversi consiglieri regionali di maggioranza e minoranza. In risposta alle affermazioni del presidente della Giunta regionale arriva ora la dura presa di posizione del Consiglio comunale di Larino, dove dovrebbe nascere il Covid Hospital, destinato a diventare nelle intenzioni del commissario ad acta Angelo Giustini, dipartimento extraregionale per la ricerca e la cura delle malattie infettive, con un potenziale bacino pari a 1 milione di utenti. 

“Questa amministrazione – scrivono i consiglieri del Comune frentano,  con in testa il sindaco Pino Puchetti - sta lavorando in maniera unitaria e in collaborazione con 118 sindaci del territorio per garantire alle popolazioni dell’area del cratere e del comprensorio del basso Molise, spesso poco considerate, una sanità efficiente. Una sanità valida ed efficace nel fronteggiare, anche in periodi emergenziali, accadimenti come quelli del Covid-19 e che, come indicato dai pareri scientifici rilasciati dagli esperti nonché, come ribadito dallo stesso ministro Speranza, possono aggredire nuovamente la popolazione”.

“L’istituzione di un Centro Covid al Vietri, ospedale idoneo dal punto di vista strutturale e dotato di ampi spazi, provvisto anche di camera iperbarica – proseguono Puchetti, Antonio Vesce, Giuseppe Bonomolo, Maria Giovanna Civitella, Nicola Giardino, Giulio Pontico, Alice Vitiello, Angela Vitiello, Iolanda Giusti, Vito Di Mario, Pardo Antonio Mezzapelle, Graziella Vizzarri e Franco Rainone - risulterebbe sicuramente utile nella cura dei principali sintomi causati dal coronavirus e nel corso del tempo potrebbe anche potenzialmente sfociare in un istituto a carattere interregionale per la ricerca e lo studio delle malattie infettive.

Quest’ultimo aspetto non è da sottovalutare dato che rappresenterebbe un’opportunità per ridare dignità e speranza di rilancio ad un territorio per lungo tempo penalizzato da tutta una serie di programmazioni sanitarie inappropriate e poco rispettose degli equilibri territoriali della Regione.

Pertanto – continuano i consiglieri comunali - invitiamo il presidente Toma che, nelle sue ultime dichiarazioni si è definito un “track record”, ovvero un uomo con comprovata esperienza, a riferire in Consiglio regionale e anche, volendo, qui nella nostra città, le motivazioni per le quali l’istituzione del centro Covid a Larino costerebbe 34 milioni di euro a fronte dei 2,5 milioni di euro che, a suo avviso, si spenderebbero per l’istituzione dello stesso a Campobasso. Invitiamo, inoltre, il presidente Toma a non denigrare più il territorio molisano che lui stesso rappresenta, in particolar modo quello del basso Molise con affermazioni che non trovano riscontro nella realtà e di rispettare la nostra città per la sua storia, le sue tradizioni e la sua cultura".

"E’ auspicabile, utile ed opportuno – incalzano i componenti del Consiglio comunale di Larino - lasciare da parte "tende, torri e containers" e prendere, finalmente, decisioni eticamente e umanamente coraggiose che tengano nella dovuta considerazione le urgenti necessità dell’intera comunità molisana. Una regione – concludono - si governa promuovendo e favorendo gli equilibri tra i diversi territori e non avvantaggiando alcuni a discapito di altri. Non si è partecipi della stessa storia se si disconoscono le esigenze di un territorio e di una comunità con scelte divisive in contrasto con i principi stessi di unità e di democrazia e con il senso stesso di politica.”

 

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