Estromissione dal Consiglio, Tedeschi: un’epurazione politica, sovvertite le regole democratiche

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In attesa della sentenza del Tar, l’ex consigliere regionale torna ad attaccare Toma e la sua gestione della ‘cosa pubblica’


CAMPOBASSO/ISERNIA. In attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso avvero l’estromissione improvvisa dal Consiglio regionale, l’ex consigliere Antonio Tedeschi torna a sferzare un duro attacco all’indirizzo del governatore Toma e ‘grida’ all’epurazione politica e, soprattutto, al sovvertimento delle regole democratiche.

“Le attuali dinamiche politiche regionali – afferma - hanno, giocoforza, innescato profonde riflessioni su quanto poco decoroso e dignitoso si stia dimostrando, agli occhi dei molisani, lo spettacolo portato in scena dalla nostra classe dirigente. L’ancora incomprensibile azzeramento di Giunta dello scorso aprile, il blitz sulla modifica della legge elettorale in sede di approvazione del bilancio, situazioni che mi hanno coinvolto in prima persona, fino all’ultimo teatrino sulle sorti dell’ospedale di Larino (in apparenza responsabile delle ennesime lacerazioni all’interno di una maggioranza che in realtà non è mai esistita), hanno trascinato il governatore Toma in un vortice ormai ingestibile di polemiche che, dal mio punto di vista, i molisani non meritano. Incoerenza, precarietà, totale assenza di strategie programmatiche necessarie e disegnare con concretezza il futuro della nostra regione, stanno indegnamente surclassando quello spirito costruttivo che, al contrario, dovrebbe animare coloro che si candidano ad amministrare un territorio”.

“Chi ci ha provato, come orgogliosamente sento di aver fatto, - incalza Tedeschi - è stato ingiustamente e scorrettamente cacciato, in barba ad ogni regola, norma, principio statutario e costituzionale, prima ancora che umano. A mio avviso, con la modifica della legge elettorale, che ha di fatto sancito un cambiamento delle regole del gioco a partita ancora in corso, si è toccato il fondo. Si è cercato di mascherare una mera operazione di epurazione politica dietro al nobile fine della riduzione dei costi per poi, solo poche settimane più tardi, rimpolpare l’Esecutivo con un’altra figura esterna. Tutto e il contrario di tutto nel pieno, è bene ricordarlo, di una emergenza sanitaria mondiale che ha tristemente spalancato le porte ad un vero e proprio dramma socio-economico. In questa farsa, e nei suoi protagonisti, i molisani non ripongono più la loro fiducia. Dal canto mio, spero che presto sarà la magistratura a fare chiarezza su quanto accaduto”.

“Confido nel Tribunale Amministrativo, - conclude - che a breve dovrà pronunciarsi sul nostro ricorso, per appurare se quanto avvenuto alla viglia dell’approvazione del bilancio, seduta consiliare alla quale avremmo dovuto partecipare, come ammesso anche dallo stesso Presidente del Consiglio nella risposta alla nostra richiesta, sia stato legittimo oppure, come crediamo, non lo sia stato affatto”.

 

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