Tpl, riparte la mobilitazione degli autoferrotranvieri molisani

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Dipendenti senza stipendio e ammortizzatori sociali. Martedì 23 giugno la conferenza stampa al terminal bus


CAMPOBASSO. Dipendenti del trasporto pubblico locale molisano senza stipendi e senza ammortizzatori sociali, da mesi. La denuncia porta la firma dei sindacati Filt Cgil con Franco Rolandi, Fit Cisl con Antonio Vitagliano, Uil Trasporti con Carmine Mastropaolo, Faisa Cisal con Emilio Santangelo e Ugl Trasporti Autoferro con Nicola Libertone, che annunciano una conferenza stampa per martedì 23 giugno al terminal bus di Campobasso, alle ore 10.

“Ancora prima della pandemia e del lockdown provocati dal Covid-19 – si legge nella nota dei sindacati - le condizioni del trasporto pubblico locale in Molise e, di riflesso, quelle dei lavoratori che operano nel settore, erano a dir poco raccapriccianti e non a caso le organizzazioni sindacali si mobilitarono con manifestazioni, presidi e ben tre azioni di sciopero (tra ottobre e dicembre 2019) per contestare una politica regionale sui trasporti assolutamente fallimentare. Alle azioni di sciopero e alla mobilitazione seguirono incontri istituzionali con il presidente Toma e con l’allora assessore ai trasporti Niro e che portarono alla definizione di precisi impegni, assunti peraltro sotto la supervisione della Prefettura e del prefetto Maria Guia Federico”.

“A distanza di circa sei mesi – precisano tuttavia le organizzazioni sindacali - lo scenario è completamente cambiato e addirittura in peggio (anche se si fa fatica ad immaginarlo) rispetto ad una situazione già drammaticamente unica rispetto al panorama nazionale, e non soltanto per le conseguenze prodotte dal virus. Citiamo soltanto alcuni eventi: il 22 dicembre 2019 il Consiglio regionale boccia la procedura per il bando di gara (con doppio lotto) per l’assegnazione dei servizi di trasporto pubblico locale regionale. Il“lotto unico approvato nel corso della stessa seduta del Consiglio verrà tuttavia contestato in seguito dall’Autorità garante della concorrenza. Poi, il 17 aprile 2020, in piena pandemia e con i drammatici problemi sui trasporti (stipendi e cassa integrazione non corrisposti ai lavoratori, enormi problemi sulla sicurezza, sistematiche violazioni da parte delle imprese dei Dpcm e delle ordinanze regionali, vessazioni nei confronti del personale che non intende violare le leggi nazionali, mancato ripristino dei servizi di trasporto locale) viene azzerata la Giunta regionale e Vincenzo Niro non è più assessore ai trasporti. I sindacati si ritrovano nel bel mezzo di questo complesso scenario senza alcuna interlocuzione istituzionale. Arriviamo al 9 maggio 2020: il presidente Toma avoca a sé la delega dei trasporti e il 24 maggio incontra i sindacati di categoria, assicurando il proprio immediato impegno nella definizione delle problematiche sollevate dalle organizzazioni sindacali, a cominciare dall’inaccettabile situazione concernente la mancata e contestuale corresponsione ai dipendenti del trasporto locale di stipendi e ammortizzatori sociali, verso la quale ipotizza un intervento regionale di ‘surroga’”.

Dal quel 24 maggio, tuttavia, “non abbiamo né visto né saputo più nulla, i servizi di trasporto locale sono ancora ridotti ai minimi termini come ai tempi del lockdown in cui le attività produttive economiche e sociali erano tutte ferme e nel frattempo, mentre continuano a imperversare gli abusi e le vessazioni nei confronti degli autisti da parte aziende di trasporto, il personale dipendente – concludono - è ancora in attesa di ricevere l’ammortizzatore sociale che per alcuni lavoratori costituisce l’unica fonte di entrata, non avendo prestato servizio o avendolo fatto in piccola parte”.

 

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