L’acqua del Molise finisce in Puglia. Manzo: politica miope, piano di gestione da rivedere

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In merito all'utilizzo delle risorse del lago di Occhito, cedute fuori regione senza nessun ristoro


CAMPOBASSO. Acqua del Molise ceduta alla Puglia, la consigliera regionale del M5s ha chiesto l’immediata discussione sulla sua interpellanza relativa all’utilizzo delle risorse idriche del lago di Occhito.

“La risposta della Giunta, affidata all’assessore Niro – ha dichiarato Manzo - ha confermato le azioni mai messe in campo: mancano dati certi sulla quantità disponibile di acqua, nonché una strategia politica e la relativa programmazione integrata. È emerso che nulla è stato fatto per risolvere una questione che ci trasciniamo da 42 anni: gli accordi sottoscritti nel 1978 e ratificati nel 1989 tra le regioni Molise e Puglia non sono stati altro che belle parole. L’acqua ceduta alla Puglia, da allora ad oggi, non è stata mai oggetto di alcun ristoro in termini infrastrutturali, nonostante le due mozioni (del 2015 e del 2017) votate all’unanimità nella passata legislatura”.

Per le richieste della Regione Molise, ha precisato la pentastellata, bisognerà attendere la revisione del piano di gestione, che avverrà alla fine del 2021. Nel frattempo in via gratuita sono stati concessi venti milioni di metri cubi d’acqua dall’invaso di Occhito alla Puglia, dalla fine degli anni 70 ad oggi, per le necessità delle popolazioni vicine (uso potabile e irriguo) e l’assenza di una infrastruttura indispensabile per i consorzi e gli agricoltori del Molise.

“Il nostro ‘oro blu’ – ha affermato ancora Manzo - avrebbe dovuto essere il pilastro di un tessuto imprenditoriale, che avrebbe potuto creare e garantire lavoro, opportunità e futuro, anche in termini ambientali. Nel frattempo, però, il livello dell’invaso di Occhito continua pericolosamente a scendere, mentre del ristoro in termini infrastrutturali non si vede nemmeno l’ombra. Dovremo attendere un altro anno e mezzo per rivedere i piani di gestione e riprendere il ragionamento sulle tariffe, con le quali cediamo l’acqua anche alla Campania e al Lazio? Ora, mentre i nostri campi soffrono la sete, spunta anche l’ennesimo tentativo di prelevare acqua dal Liscione. Un altro progetto che la Regione Puglia è assai determinata nel portare a compimento”.

“Ma quali i rischi per i nostri agricoltori, per le nostre necessità irrigue e potabili, per la nostra risorsa che non è inesauribile? Fatto salvo l’aspetto solidaristico sul quale, è evidente, non ci sono dubbi né ripensamenti, ritengo che ora occorra davvero prepararsi per l’appuntamento con la revisione dei piani di gestione, nella considerazione della indispensabile revisione delle tariffe, del recupero delle somme non incassate e del futuro ristoro in termini infrastrutturali, al quale abbiamo rinunciato per 42 anni”.

“Il governo regionale dovrebbe riflettere sui dati snocciolati in Aula: attualmente il volume idrico trasferito fra le regioni del distretto idrogeografico dell’Appennino meridionale è stimato in 830 milioni di metri cubi; di questi, ben il 28 per cento arriva dal Molise. Siamo, in sostanza, l’unica regione che eroga acqua senza riceverne. È quindi legittimo attuare ogni forma di tutela per la nostra regione ed evitare ogni approssimazione: ci vogliono attenzione, responsabilità e visione futura per le generazioni di domani. Il tema delle risorse idriche, sul quale dobbiamo far valere i nostri diritti, deve arrivare subito in Consiglio – ha concluso Manzo - il luogo deputato alla programmazione e all’individuazione delle strategie migliori per i territori e per chi li abita”.

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