In Molise il trasporto pubblico è ancora in lockdown: poche corse, poche fasce orarie e lavoratori in cassa integrazione

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Le organizzazioni sindacali dei trasporti denunciano “lo stato pietoso in cui versa il settore” e sollecitano il presidente Toma a rivedere l’ordinanza n. 26 del 2 maggio scorso che ha limitato di molto le corse. Situazione peggiore a Campobasso dove solo nelle ultime ore il sindaco Gravina si è attivato, chiedendo al governatore di revocare il provvedimento che in città ha causato una vera e propria interruzione di pubblico servizio


CAMPOBASSO. Dal 2 maggio ad oggi – denunciano i sindacati – nulla è cambiato per il Molise e per Campobasso nonostante sia stata abbondantemente superata la fase 1. Pochi utenti trasportabili, poche corse e fasce orarie disponibili: 5.30-8,30, 13.-16, e 18:-20. 

La situazione esistente a Campobasso è addirittura peggiore perché, secondo i sindacati di categoria, “qui c’è stata una vera e propria interruzione di pubblica servizio”.

L’assenza totale del servizio di trasporto pubblico locale nelle fasce non previste dall’ordinanza regionale, ha fatto letteralmente arrabbiare coloro che per diverse ragioni non avevano altre alternative di mobilità rispetto al mezzo pubblico e a farne le spes sono stati gli autisti (peraltro ancora in attesa di ricevere la cassa integrazione), spesso bersagliati dalle invettive dell’utenza.

Intanto nelle ultime 24 c’è stata una parziale svolta: “da un lato – spiegano i sindacati - la Regione ha indirizzato alle aziende concessionarie dei servizi di trasporto locale una nota con la quale si invitano le stesse imprese a presentare, entro e non oltre il giorno 3 luglio una proposta aggiornata e dettagliata di aggiornamento dei Pea (programma di Esercizio Annuale) al fine di ripristinare in tutto o solo in parte le corse afferenti i servizi minimi di trasporto locale. Dall’altro il sindaco di Campobasso Gravina ha chiesto in data odierna alla Regione di riconsiderare per l’appunto l’ordinanza emessa lo scorso 2 maggio e che aveva determinato anche per il capoluogo una sensibile riduzione dei servizi di trasporto pubblico urbano”.

Un provvedimento che i sindacati giudicano positivo ma tardivo, rispetto ad altre realtà come Isernia e Termoli, che già da tempo hanno provveduto a riattivare il servizio ordinario di trasporto pubblico.

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