Femminicidio: istituito il fondo riservato agli orfani

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Decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale. I figli delle donne uccise potranno usufruire delle borse di studio, del sostegno per l'orientamento e la formazione per l'occupazione, degli incentivi per le assunzioni, delle spese mediche previste dalla legge. Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della IV Commissione consiliare regionale, Filomena Calenda


CAMPOBASSO.E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale per la gestione e la ripartizione del fondo per le vittime di femminicidio, istituito nel 2018 con l’obiettivo di tutelare gli orfani delle vittime di femminicidio. A riguardo esprime soddisfazione la presidente della IV Commissione consiliare a Palazzo D’Aimmo, Filomena Calenda

“Un provvedimento – ha spiegato la consigliera regionale – che non ha colori politici e che permetterà ai figli delle donne uccise da compagni, mariti ed ex conviventi di usufruire di borse di studio, di sostegno per l'orientamento e la formazione occupazionale, di incentivi per le assunzioni e per le spese mediche.

Anche le famiglie affidatarie – ha aggiunto Calenda - potranno usufruire del sostegno economico previsto dalla legge, per una cifra pari a 14,5 milioni di euro per il 2020 e 12 milioni all'anno dal 2021 al 2024. In tal modo si darà un supporto concreto a figli che hanno dovuto subire il doppio trauma: non solo perdere un genitore, ma cosa più grave è che sia stato ucciso dall'altro genitore.

Questa notizia – ha osservato la presidente della IV commissione - ci spinge a fare ancora di più e meglio per affrontare e debellare l’atavico male della violenza sulle donne, di cui il Molise non è immune. Durante l’emergenza Covid abbiamo assistito a un incremento di tali reati, conseguenza della permanenza forzata nelle abitazioni. A livello regionale continuo a sostenere la necessità di supportare i centri anti-violenza e le strutture che ospitano donne e minori vittime di soprusi. Il mio sguardo è rivolto anche alle tante associazioni che, spesso autonomamente, arrivano dove le istituzioni non riescono. A questi volontari – ha concluso Calenda - va il mio ringraziamento più grande”.

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