Sanità, addio al Covid Hospital a Larino: Toma e Giustini 'trovano l'accordo'

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La conferma dal governatore in un'intervista alla nostra testata. Tramonta definitivamente il progetto del dipartimento di malattie infettive al Vietri. Regione e struttura commissariale hanno rimodulato i piani trasmessi a metà giugno scorso, sulla base di specifiche indicazioni arrivate dal ministero della Salute. Il Cardarelli, nell’ala ex Hospice, avrà 9 posti letto in più di terapia intensiva e 21 in sub-intensiva e sarà centro Hub di riferimento per il virus. Il Vietri sarà inquadrato come polo per la riabilitazione di pazienti cronici post-Covid


di Davide Vitiello

CAMPOBASSO. Colpo di scena nella vicenda relativa alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale in funzione dell’emergenza Covid. Dopo quasi un mese dall’invio al Ministero della Salute dei due progetti di fattibilità, il primo a firma del commissario ad acta Giustini per Larino Covid Hospital e Dipartimento extraregionale di Malattie Infettive e il secondo sottoscritto da Regione, Asrem e sub-commissario Ida Grossi per l’attivazione del Covid Hospital nell’ala ex Hospice del Cardarelli di Campobasso, il quadro generale inizia ad essere più chiaro.

La vera notizia, confermata dal governatore Donato Toma che abbiamo raggiunto telefonicamente questa mattina, è che il progetto di gestione dell’emergenza Covid in Molise è stato rimodulato con approvazione unanime della struttura commissariale ed è stato protocollato l’altro ieri.

Questo perché i tecnici del Ministero, così come riferito dallo stesso Toma, hanno chiesto che il progetto fosse il più possibile aderente alle linee guida emanate lo scorso 29 maggio. Sull’indiscrezione fornita oggi da Primo Piano Molise, inerente la nota trasmessa dal Ministero della Salute al commissario Giustini, Toma ha riferito che chiederà in mattinata spiegazioni più dettagliate al generale.

Nel frattempo il piano che secondo Toma vedrà piena attuazione nel giro di tre-quattro mesi al massimo, con risorse immediatamente disponibili che ammontano a complessivi 9 milioni di euro, coinvolge principalmente le strutture ospedaliere di Campobasso, Termoli e Isernia. Nello specifico il Cardarelli, con l’ala ex Hospice adiacente allo stabilimento ospedaliero, diventa Centro Hub per pazienti Covid con 9 posti letto di terapia intensiva in più rispetto ad oggi e ben 21 posti letto di terapia sub-intensiva.

I due centri Spoke di riferimento, San Timoteo e Veneziale, avranno 5 posti letto in più di terapia intensiva, ovvero 3 a Termoli e 2 a Isernia.

Il Vietri di Larino, sulla base del Piano Operativo Sanitario, sarà centro di riabilitazione per pazienti cronici guariti dal Covid e sarà dotato di personale e apparecchiature. Non ci sarà nessun dipartimento di malattie infettive e secondo Toma non poteva essere altrimenti, perché – ha spiegato – “il Vietri da tempo non è più ospedale per acuti e non certo per responsabilità addebitabili al mio governo regionale, bensì a quello procedente”.

Per quanto concerne il capitolo personale, questo “sarà reclutato in via straordinaria nel rispetto dei tempi che ci siamo prefissati” – ha assicurato il numero uno di Palazzo Vitale che ha dato anche un’altra notizia, che riguarda nello specifico l’ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone, per il quale è stato lui stesso nei giorni scorsi a chiedere un impegno preciso, in prospettiva futura, da parte della struttura commissariale e del ministero della Salute. Secondo Toma il nosocomio agnonese deve essere potenziato nell’ambito degli accordi di confine con l’Abruzzo. Una proposta che il presidente ha fatto alla struttura commissariale, essendo convinto della bontà della stessa nel Pos: ma la decisione, ovviamente, in tal caso, spetta solamente a Giustini.

 

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