Tragedia di Marcinelle, oggi la giornata del ricordo: il messaggio del sindaco di Isernia

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“È necessario guardare al lavoro come bene comune oltre che personale, indispensabile alla reale dignità collettiva”, scrive d’Apollonio


ISERNIA. L’8 agosto ricorre la ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’. La data intende ricordare la tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove in una miniera, l’8 agosto 1956, morirono 262 minatori, di cui 136 italiani. Sette di loro erano molisani.

“Quelle vittime – scrive il sindaco di Isernia Giacomo d’Apollonio, in un messaggio di ricordo - sono diventate il triste emblema dei numerosi nostri connazionali costretti a cercare lavoro fuori dalla patria, ma soprattutto sono il doloroso simbolo di quanti, fra costoro, hanno perso la vita sul lavoro. Si trattava spesso d’un lavoro duro, faticoso e pericoloso, talvolta assolto in condizioni inumane, in assenza d’ogni garanzia per l’incolumità di chi lo svolgeva”.

“Il sacrificio dei minatori di Marcinelle, avvenuto mentre cercavano di migliorare le loro condizioni di vita e quelle dei familiari in un Paese diverso da quello di origine – prosegue d’Apollonio - dovrà essere un monito costante, affinché non si ripetano più tragedie del genere. In questa ricorrenza, il nostro pensiero di cordoglio va a tutti gli italiani che, negli anni, sono morti sul lavoro, e allora siamo spinti a riflettere sul tema del lavoro sotto il profilo della più alta dimensione umana e sociale”.

“Nel mondo contemporaneo, in cui l’occupazione cambia ed è sempre più globalizzata e caratterizzata da una grande mobilità di lavoratori e lavoratrici che si spostano in ogni continente, è necessario guardare al lavoro come bene comune oltre che personale, indispensabile alla reale dignità collettiva; affinché siano condivisi, nell’ambito sociale e produttivo, i giusti principi capaci di rendere realizzabile quanto sancito dall’articolo 1 della Carta Costituzionale, ossia il fondamento della nostra Repubblica: il lavoro”, conclude il primo cittadino.

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