Conti del Comune, il Pd: “Isernia nel Paleolitico amministrativo”

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Duro affondo del Partito Democratico: centrodestra colpevole senza eccezioni dello scempio in atto


ISERNIA. È una critica durissima, quella che porta la firma del Pd di Isernia, sulla situazione dei conti pubblici rilevata dall’ultima deliberazione della Corte dei conti. Secondo gli esponenti del Partito Democratico la città è sprofondata nell’era del Paleolitico amministrativo, con il centrodestra tutto che è politicamente responsabile, nonostante la presa di distanze da parte di alcuni consiglieri, di quanto accaduto in questi anni.


“L’ultima delibera della Corte dei conti, n.57/2020 – si legge in una nota - conferma quanto detto da tempo dal Pd di Isernia sulla cattiva gestione amministrativa, politica e finanziaria del Comune; infatti, la magistratura contabile è tornata a rilevare una serie di criticità in merito al funzionamento dei controlli interni, trasmettendo gli atti alla Procura regionale della Corte dei conti, in vista di pesanti sanzioni per gli amministratori comunali. I controlli contabili interni attengono al profilo dell’efficienza, efficacia, economicità e adeguatezza delle scelte amministrative effettuate, ispirati ai principi di trasparenza, buon andamento e leale collaborazione. I rilievi riguardano anche i controlli di regolarità contabile, quelli di gestione, quelli strategici, quelli sugli equilibri finanziari, sugli organismi partecipati e sulla qualità dei servizi; altre criticità riguardano i costi dei servizi a domanda individuale e il raggiungimento degli obiettivi operativi dell’azione amministrativa. Un controllo di gestione definito dalla Corte dei Conti come “rudimentale”. Tradotto: il Comune di Isernia sarebbe oggi sprofondato, insomma, all’era del ‘Paleolitico amministrativo’”, tuonano dal Pd.

“Il Partito democratico - proseguono i Dem - è stato il primo a sollevare anche il profilo della responsabilità contabile quando di recente è emerso il deficit strutturale dell’ente, chiaro sintomo di cattiva gestione e campanello d’allarme per un possibile dissesto, evitabile soltanto mettendo in campo, da subito, misure concrete e urgenti ad oggi inesistenti. Le sanzioni della Corte dei conti seguono, evidentemente, le eventuali responsabilità degli amministratori comunali; pertanto, speriamo, che questa ‘sonora sveglia’, dopo anni di scaricabarile sulla struttura e sulle precedenti amministrazioni, serva almeno al sindaco, alla sua giunta e ai consiglieri comunali tutti per capire che è arrivata l’ora di rendere conto delle loro responsabilità politiche, amministrative ed erariali”.

“La mancanza di controlli dell’amministrazione comunale – l’affondo del Pd di Isernia - si era già palesata in tutte le fasi di altre vicende emblematiche, come le strisce blu e la riscossione dei tributi, che hanno causato danni ingenti ai cittadini ma solo ora parte del centrodestra, complice finora, riconosce di aver ‘malriposto la fiducia’ nel sindaco e di aver votato solo per ‘senso di responsabilità’, pur non ritenendosi oggi responsabile di quelle sue scelte. Tuttavia, giustificare l’approvazione di atti amministrativi o contabili soltanto con un presunto senso di responsabilità risulterebbe affermazione vacua e pretestuosa perché, quando si amministra un ente, le scelte comportano evidentemente responsabilità e sanzioni correlate; quindi votare qualcosa di dannoso e sbagliato solo per non far cadere un sindaco è esattamente il contrario di ciò, ovvero da irresponsabili. Il centro destra tutto oggi è “pienamente responsabile”, sul piano politico, di questa amministrazione comunale e non può illudersi che, tenendo in piedi il sindaco per mero calcolo opportunistico e nascondendosi dietro la più grande ipocrisia del ‘senso di responsabilità’, possa tra qualche mese ripresentarsi davanti ai cittadini come il nuovo, con il vestitino pulito, per la solita campagna elettorale”.

Il sindaco e i suoi assessori – si conclude la nota - sono sicuramente i principali responsabili politici dello scempio amministrativo in atto a Isernia ma i consiglieri comunali, che non manifestano la loro contrarietà attraverso il voto nella sede opportuna, non possono e non potranno ritenersi ‘spettatori non paganti’, sotto ogni punto di vista”.

 

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